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Cras, ultimo sforzo per alzare l'Europe Cup

Taranto deve compierlo contro il Galatasaray all’estremità del vecchio continente. In palio c’è la storia del basket femminile. Istanbul è come l’America per una squadra raminga che, se capitalizzerà il +12 dell’andata, scacciando la minaccia dell’incognita Galatasaray, regalerà per la prima volta allo sport pugliese una coppa europea. È arrivata l’autorizzazione: le ragazze del Cras giocheranno (alle ore 21,30 locali, le 20,30 a Taranto) con il lutto sulla canotta per ricordare le vittime del terremoto in Abruzzo
Cras, ultimo sforzo per alzare l'Europe Cup
ISTANBUL - L’ultimo sforzo per la scalata europea, il Cras deve compierlo all’estremità del vecchio continente. In palio c’è la storia. Istanbul è come l’America per una squadra raminga che, se capitalizzerà il +12 dell’andata, scacciando la minaccia dell’incognita Galatasaray, regalerà per la prima volta allo sport pugliese una coppa europea. È arrivata l’autorizzazione: le ragazze del Cras giocheranno con il lutto sulla canotta per ricordare le vittime del terremoto in Abruzzo.

Alle 21,30 ore locali (le 20,30 a Taranto, dove i tifosi brameranno davanti a Rai Sport Più, maxischermo per 1500 tifosi al PalaMazzola) c’è in palio la Europe Cup, la ex Coppa Liliana Ronchetti, che il basket europeo ha tributato sino al 2002 ad un mito azzurro scomparso. Successivamente la denominazione ha seguito la legge del linguaggio globale, premiando sinora per due volte l’Italia, grazie a Schio ultima vincitrice, e Napoli, nel 2005. A guidare al successo le campane fu Roberto Ricchini, attuale allenatore di Taranto.

Ma il 55enne piemontese non vuol sentire parlare di precedenti benauguranti, «perché ogni partita è un racconto a parte. Ad Istanbul non ci andiamo per una gita, perché affronteremo un avversario bramoso del riscatto. A noi spetta offrire la miglior pallacanestro per vincere. Dunque i calcoli relativi all’andata non servono. La coppa la vince chi giocherà meglio».

L’Europa l’ha già conquistata il centro australiano Suzy Batkovic, impietosa con le turche all’andata. Nel 2004 centrò l’Eurolega col Valenciennes, trovandosi al fianco l’attuale compagna rossoblù Audrey Sauret-Gillespie, brillante nella finale-1 come «francobollo» del cecchino del Galatasaray Seimone Augustus, le cui mani garantiscono il 25,3% del fatturato della squadra allenata dal mite Okan Cevik. La cittadina della Louisiana è l’emblema di un’orchestra che ama le individualità.

Capaci di acuti sotto canestro la camaleontica caraibica Sophia Young (12,7 punti a partita) e la spilungona bielorussa Marina Kress. La compagnia giallorossa è diretta dal play-fosforo Alben, che offre ben 6 assist a partita. Il Galatasaray confida nell’aiuto del suo pubblico. Dalle colonne del sito della polisportiva che ha antiche radici laiche, nel giorno dopo il ko di Taranto è partita la campagna d’affetto. L’obiettivo è riempire la Darussafaka Ayhan Sahenk Spor, un’arena che può ospitare al massimo 3500 persone.

Il costo dei biglietti è più alto rispetto a quelli del Cras. Due opzioni: tagliando da 50 lire turche oppure da 25, in pratica chi vuol sostenere la causa giallorossa deve sborsare dai 25 ai 12,5 euro. Moneta che al momento è solo nei sogni degli europeisti turchi, visto che l’ing resso nell’Unione si è trasformato in un caso diplomatico che ha diviso i potenti del mondo. Un affare distante dal Cras, che oggi sarà supportato da una trentina di tifosi temerari, compresi i proprietari del club Basile e D’Antona. I due imprenditori innamorati del basket, spingeranno le loro dieci «creature» verso l’impresa.

Alessandro Salvatore

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