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Vives: «Il Lecce non è già in serie B»

Il centrocampista dei salentini: «C’è molto pessimismo in giro, sentiamo la gente che ormai ci dà per spacciati, ma in realtà la salvezza è a soli due punti. Se ne vincessimo una sola e le altre pareggiassero, saremmo quasi fuori. Per come si sta snodando la classifica della serie A, abbiamo subito la possibilità di tirarci fuori anche vincendo una sola partita»
• Lecce-Sampdoria arbitrata da Dondarini
• Castillo-Tiribocchi in campo sabato
Vives: «Il Lecce non è già in serie B»
LECCE - Fra i «reduci» della notte di San Siro, Giuseppe Vives ha sovvertito una convenzionale gerarchia di valori. Lui in campo, davanti a «totem» relegati in panchina come Zanchetta e Ardito, o addirittura in tribuna a fare da spettatore come il brasiliano Edin ho. «Per me giocare a San Siro è stata una grande emozione, se si pensa che tre anni fa giocavo in C2. Il mister sta dando la possibilità a tutti di giocare, in base al tipo di partita assembla la squadra. Una volta può giocare uno, l’altra volta un altro. Tutti devono farsi trovare pronti alla chiamata.

D’altra parte, da Palermo in poi ha fatto giocare quasi tutti. Quanto alla prestazione, ho cercato di fare il meglio, forse avrei potuto fare anche di più». Al di là della prestazione personale resta il profondo rammarico per come si è evoluto il risultato della partita contro il Milan. «C’è amarezza perché la gente non credeva che potessimo fare risultato a San Siro contro il Milan - prosegue - e invece eravamo arrivati al novantesimo ed avevamo un punto in tasca. È inevitabile che perdere così ti demoralizza».

Tuttavia, il Lecce non può permettersi il lusso di lasciarsi andare, vista la situazione in classifica. «Dopo la partita avevamo sicuramente il morale a terra - prosegue - ma poi abbiamo riflettuto che sabato prossimo avremo una partita di grande importanza per il futuro e quindi abbiamo subito ricaricato le batterie. Per come si sta snodando la classifica di questo campionato, abbiamo subito la possibilità di tirarci fuori anche vincendo una sola partita».

In fondo, le altre stanno facendo ancora peggio del Lecce, se possibile. «C’è molto pessimismo in giro, sentiamo la gente che ormai ci dà per spacciati, ma in realtà la salvezza è a soli due punti. Se ne vincessimo una sola e le altre pareggiassero, saremmo quasi fuori». A patto però, che non si perdano altri punti. «Dobbiamo cercare di sfruttare al massimo le quattro partite che abbiamo in casa - prosegue Vives - e poi giocarci tutto nello spareggio di Bologna. Lì probabilmente si deciderà la salvezza».

Contro la Sampdoria, probabilmente, bisognerà assumere un altro atteggiamento rispetto a quello tenuto a San Siro contro il Milan. «A livello tattico non so come il mister vorrà farci giocare - continua - di certo, per vincere questa partita dovremo moltiplicare la forza caratteriale, lo spirito da mettere in campo. Quello che è certo è che dovremo fare una partita di grande spessore e tenere il ritmo molto alto, perché loro hanno giocatori di grosso valore tecnico in attacco che possono fare la differenza».

Una riposta a Cassano che ha recentemente affermato di voler mandare il Lecce in serie B e festeggiare la promozione del Bari in serie A. «Ho sentito questa battuta e, francamente, da un po’ di fastidio, perché pronunciata da un campione e un uomo di sport come è lui. Ma l’importante è che noi non ci facciamo influenzare da quanto ha detto. Entrare in campo con troppa animosità potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Dobbiamo essere concentrati, avere il ritmo alto, ma con intelligenza, senza fare cose avventate ».

Un parola sul pubblico che si spera sia numeroso, vista anche la promozione indetta dalla società. «In questo momento per noi il pubblico è importantissimo - dice - ci può dare una grande mano. Sappiamo che la gente è un po’ delusa da come stanno andando le cose, ma noi stiamo dando il massimo. Mancano otto partite e la nostra salvezza può venire proprio dalle partite casalinghe, dove sarà necessario fare quanti più punti è possibile. Con l’aiuto del pubblico possiamo tentare la grande impresa».

Intanto l’inoltrarsi della primavera e il primo caldo della stagione può risultare un alleato del Lecce. «Non dovremmo risentire della stanchezza - dice - perché stiamo lavorando bene sul ritmo e sul possesso di palla per tenere alta la tensione. Con l’arrivo del caldo le squadre che riusciranno a tenere i ritmi alti potranno fare buone cose».

La lotta per la salvezza. «Se adesso guardiamo il Chievo che ha sette punti di vantaggio viene da pensare che possa essere fuori dai giochi - conclude Vives - ma basta che faccia due-tre risultati negativi e le altre facciano punti e sarà risucchiato di nuovo. Per adesso siamo solo noi, il Bologna, il Torino e la Reggina, ma non escludo che possa ritornare in gioco anche il Chievo, come noi speriamo. Più siamo in gioco, maggiori sono le possibilità di salvarci».

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