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Sisma, slitta al 21 partita Ancona-Bari

Slitta al 21 aprile l'incontro Ancona-Bari atteso per venerdì: lo ha deciso la Lega calcio che ha annunciato il rinvio della 14esima giornata di ritorno del campionato di serie B come segno di rispetto verso le vittime del terremoto in Abruzzo. Intanto Gillet prova ad alzare l'umore dei suoi: «Abbiamo il destino nelle nostre mani, guardiamo a noi stessi e basta. Andiamo oltre la sconfitta contro il Parma».
 
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Sisma, slitta al 21 partita Ancona-Bari
BARI - Il terremoto in Abruzzo blocca per una giornata il campionato di serie B. Slitta quindi al martedì 21 aprile alle ore 19:00 l'incontro ad Ancora del Bari previsto per venerdì. La decisione, presa dalla Lega calcio, è stata annunciata alla squadra giallorossa mentre stava salendo sul treno, pornta a partire per Ancona. I giocatori hanno fatto appena in tempo a riprendere i bagagli e scendere dalle carrozze, prima che il convoglio partisse.

In un un primo momento la Lega aveva fissato la nuova data degli incontri per martedì 14 aprile, poi le squadre hanno ottenuto un rinvio scongiurando così il rischio di veder condizionate le prestazioni in campo dai pranzi pasquali.

La societa' del Bari in un comunicato fa sapare di condividere "la decisione della Lega calcio di rinviare la 14/ma giornata di ritorno della serie B per il lutto nazionale proclamato in occasione dei funerali delle vittime del terremoto".
Per il direttore sportivo dei pugliesi, Giorgio Perinetti, è una “decisione dovuta in rispetto delle vittime del terribile terremoto che ha colpito il territorio abruzzese. Eravamo già in treno per partire alla volta di Ancona e abbiamo fatto in tempo a far scendere i ragazzi. Venerdì sarà lutto nazionale: giusto e doveroso non giocare”.

Gillet rialza il Bari: «Pronti a ripartire»

 BARI - Chi meglio di Gillet può dirlo, chi meglio di un portiere può affermarlo: «Abbiamo il destino nelle nostre mani, guardiamo a noi stessi e basta. Andiamo oltre la sconfitta contro il Parma». Cosa si prova a perdere dopo centoventi giorni? «Prima o poi doveva succedere. Dobbiamo ripartire dalle nostre certezze, basandoci sui sacrifici, sulle nostre idee, sul lavoro sempre svolto, sempre più compatti per raggiungere il grande sogno ». Non si era più abituati, vero? «Bè certo, dopo sedici turni senza sconfitte. Il Parma si è mostrata una buona squadra. Nel risultato ci sono tanti meriti loro e tanti demeriti nostri. Abbiamo analizzato la gara, visto cosa non è andato. Ma ora si riparte più forti di prima».

Cosa si prova a perdere davanti 45 mila tifosi? «Che si possa perdere è nelle regole non scritte del calcio. Ma quello è il nostro rammarico. Non siamo riusciti a proporre ai tantissimi tifosi il nostro calcio bello, frizzante. Eravamo molto felici di aver riportato tante persone allo stadio. Pazienza, lavoreremo per riportarli di nuovo in massa al San Nicola». Non si era più abituati neppure a tutto questo pubblico vero? «Si, vero. Vedere lo stadio così fa un certo effetto». È finita 0-2, ma poteva andare peggio... «È così. Quando sei sotto ti scopri e provi a fare gol. Il Parma ha gente veloce e rapida, ripartono e fanno male... a quel punto il passivo contava poco, volevamo soltanto provare a riaprire il match, cercavamo il gol che avrebbe potuto riaccendere le speranze». Sembrava un Bari imprigionato. Da cosa, dalla tensione? «Ci siamo mossi anche male, non siamo riusciti a fare le nostre giocate solite. Ci hanno bloccati bene, hanno studiato alla perfezione il nostro modo di giocare. Era molto difficile muoversi, ma ciò non toglie che avremmo potuto fare qualcosa anche di più» .

Ha pesato il fatto che, vincendo, in pratica sarebbe stata serie A? «Avremmo dato un altro cazzottone al campionato, forse quello decisivo. Ma è stata persa una battaglia, resta da vincere la guerra. Avremmo voluto battere una grande, anche per dare una soddisfazione in più alla nostra gente». Cosa non ha funzionato? «Avevamo preparato bene il match, studiando il Parma con precisione. Non siamo riusciti a mettere in moto i nostri schemi. Siamo stati lenti, pure. Capita, però. Siamo umani, no? L’importante è non farne una tragedia. Capisco la gente delusa, ma serve compattezza. Come nel periodo delle vittorie arrivavano elogi, è giusto ora fare autocritica, tirare le somme e migliorare.

L’obiettivo comune è la serie A, sarebbe stupido sparare uno contro l’al - tro». C’è il rischio che psicologicamente si possa restare sul colpo? «No, assolutamente. Questa sconfitta deve scivolarci addosso. Il nostro pensiero, adesso, è l’Ancona. Tutti quanti noi ci tenevamo a sta sfida, ma ora basta. Parma è un ricordo. Stiamo lavorando per disputare ad ancona una grande partita». Applausi dal pubblico nonostante la sconfitta. Un bel gesto. «Una bella cosa. La gente barese è fantastica, ci hanno incorraggiato sempre. Questo tifo è stupendo». Vantaggiato vede il Bari e si scatena: Pescara, Rimini, Parma... «Oltre a essere un grane giocatore, sicuramente contro di noi mette qualcosa in più. Non si è lasciato bene con la piazza».

Otto punti in otto giornate: solo il Bari può buttare via la A «Il vantaggio è che nessuno può decidere per noi. Siamo in tesa, vincendo ancora non ci sarebbe storia». Reagire subito, allora. Come sempre è accaduto dopo precedenti passi falsi. «Sarebbe importante dare un nuovo segnale al campionato. Ma sarà una “par titaccia” , l’ancona si è nuovmente inguaiata dopo aver vinto a Livorno tre giornate fa. In serie B se ti ritieni al sicuro prima del tempo, puoi andare incontro a brutti scherzi».

FABRIZIO NITTI

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