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Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:42

«Vogliamo vincere tra Italia ed Europa»

Greco, ladra di palloni e mangia-canestri (caratteristiche che nell’ultimo periodo della finale-1 europea hanno danneggiato il Galatasaray), è uno dei simboli del Cras Basket Taranto impavido firmato Ricchini: «Dopo il successo di Venezia, con nuove certezze, ci buttiamo alla caccia della Europe Cup»
«Vogliamo vincere tra Italia ed Europa»
TARANTO - «La vetta del campionato era un obiettivo che ci ha permesso di smaltire la stanchezza post coppa per tuffarci nel duro affare di Venezia e vincerlo. Ora, con nuove certezze, ci buttiamo alla caccia della Europe Cup». La «gazzella» del parquet Michelle Greco, ladra di palloni e mangia-canestri (caratteristiche che nell’ultimo periodo della finale-1 europea hanno danneggiato il Galatasaray), è uno dei simboli del Cras impavido firmato Roberto Ricchini. La «gazzella» di Los Angeles saltella con le gambe e con la mente. Dalla custodia del primo posto prezioso in chiave playoff scudetto all’impe gno storico di dopodomani, fissato ad Istanbul.

La testa del Cras c’è? Ci sarà? «Certo, siamo cariche a dovere. Un obiettivo pesante come questo ci stimola. Sappiamo di giocarci un pezzo di storia del club, siamo consce di potercela fare». Ad assecondare il pensiero della guardia italo-americana, fedele al Cras da quattro stagioni, c’è il +1 dell’altroieri sull’Umana Venezia, che alla vigilia minacciava le leadership tarantina. Ma la partita palpitante, Taranto l’ha fatta sua definitivamente con le triple spezza gambe di Mahoney e Zimerle, entrambe con dieci punti, quattro in meno della top scorer Batkovic, che sta vivendo un periodo splendente. Tra Italia ed Europa, i cui match sembrano ispirare Greco. «Ogni partita ha la sua elettricità - dice l’atleta nata a Los Angeles e che ha gli avi radicati in Calabria -, poi quando il livello si fa alto, sento dentro di me una energia positiva. E se sto bene fisicamente, amo dare il massimo per il mio splendido Cras».

Alla fine del match di andata contro il Galatasaray, dopo che la sua pressione, assieme a quelle delle altre «piccole», si è svelata decisiva per il ribaltone avvenuto nella ripresa (38-18 il parziale che ha spinto fuori dal «ring» le turche), Michelle ha accusato le vertigini. «Un colpo fortuito con un’avversaria mi ha provocato un giramento di testa. Ma ora sto decisamente meglio». Per fortuna, perché sulla Laguna l’esterna di 29 anni ha collezionato 9 punti, spalmati su 32 di minutaggio. Stesso score imposto al Galatasaray. Previsione personale sulla resa dei conti di giovedì sera? «Non so farla - risponde la la guardia -. Ciò che mi importa è che Taranto metta le mani sulla coppa».

Il Cras, dunque, si è messo sulla scia di Schio, ultima vincitrice dell’ultima edizione della competizione continentale. Se l’impresa dovesse materializzarsi, Taranto entrerebbe nella storia, come dodicesimo club italiano capace di vincere la Uefa del basket femminile. Oltre la storia c’è la fame di una cestista come Greco, mai vincente sinora nella sua esperienza europea. In valigia c’è l’affermazione del 2004 con Seattle nella Wnba. Parliamo del campionato americano che si gioca d’estate, unica competizione professionistica per la pallacanestro femminile a livello mondiale. Una Greco così tonica non ha voglia di tornare a brillare oltre Oceano tra le «stelle» del canestro? «Non penso che ciò accadrà - risponde la giocatrice tutto pepe - perché in estate preferisco curare la formazione cestistica di alcuni studenti di Los Angeles, legati alla mia università Ucla. E poi il resto lo dedico alla famiglia. Tiro relativamente il fiato».

Al momento Michelle Greco consuma tossine ed ossigeno per la causa del Cras. Lo farà anche dopodomani in Turchia, dove non ci sarà il pivot Prado, che oggi si opera alla schiena a Roma. «Quando conta mentalmente il +12 dell’andata? Per noi il vantaggio è esclusivamente numerico. Mentre psicologicamente non possiamo permetterci tranquillità, perché in campo c’è un’altra partita da giocare. Dobbiamo tenere conto di un avversario, a cui non va permesso di ritrovare le sicurezze smarrite nel finale del match del PalaMazzola ». Non solo gambe e mani per addolorare l’av ve r s a r i o, Greco dimostra di aver fatto tesoro della filosofia di coach Ricchini. Umiltà e concentrazione sono le armi che possono lanciare Taranto alla conquista dell’Europa.

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