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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:03

Levoni cede le armi ma si qualifica

La Levoni perde col Trapani per 78-67 l’ultima di campionato ma festeggia ugualmente per aver raggiunto i primi playoff della sua storia nel terzo campionato nazionale di basket. Le combinazioni dell’ultimo turno hanno piazzato Potenza settima in classifica e pertanto i potentini dovranno incrociare il Siena, seconda classificata, nei playoff per la Legadue che prenderanno il via dopo la sosta pasquale 
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Levoni cede le armi ma si qualifica
POTENZA - La Levoni perde col Trapani per 78-67 l’ultima di campionato ma festeggia ugualmente per aver raggiunto i primi playoff della sua storia nel terzo campionato nazionale di basket. Le combinazioni dell’ultimo turno hanno piazzato Potenza settima in classifica e pertanto i potentini dovranno incrociare il Siena, seconda classificata, nei plyoff per la Legadue che prenderanno il via dopo la sosta Pasquale. «Abbiamo dato tutto – dice il capitano Rato –ma Trapani doveva vincere per non restare fuori dai playoff e ce l’ha fatta. Non abbiamo nulla da rimproverarci e siamo contenti lo stesso». 

Contro i siciliani ci voleva una grande prestazione e questa l’ha offerta proprio Trapani. «Per vincere a Potenza ci voleva un grossa partita – gli fa eco il coach del Trapani Perazzetti – e penso che nel complesso la Levoni abbia fatto fin qui un grande campionato, considerando anche l’as - senza di Grasso nel finale, e giocatori e società hanno meritano il ringraziamento del pubblico». 

Non proprio entusiasta è invece il coach della Levoni Gigi Gresta, che contro la sua ex squadra avrebbe gradito un bel successo. «Una sconfitta così ci sta pure – commenta il tecnico – ma ci dispiace per il nostro pubblico che, anche se non abbiamo vinto, è stato il nostro sesto uomo in campo e ci ha aiutato tantissimo. Stiamo cercando di dare il massimo ma c'erano troppi infortunati, a parte Grasso». Infatti il coach durante il match ha dovuto fare i conti con infortuni vari che hanno frenato via via Ferrara, Palombita, Metz e Ruggeri. «Non cerco certo alibi – aggiunge Gresta –ma più questo non potevamo fare».

ANGELO LA CAPRA

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