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Cras Taranto ai playoff da prima

Il mare ispira il Cras. Dal mare dello Jonio, che giovedì ha fatto da cornice ideale all’ipoteca sulla Europe Cup (opera da completare giovedì in Turchia), al mare della Laguna, nella quale ieri il Cras ha pescato due punti sonanti. Sì, perché l’ultima vittoria della stagione regolare dell’A1 (65-64) lancia la formazione di Ricchini nella volata scudetto (dal 13 aprile)
• Prado indisponibile per Galatasaray-Taranto
Cras Taranto ai playoff da prima
TARANTO - Il mare ispira il Cras. Che ci sguazza come se fosse un delfino, il suo simbolo che al PalaMazzola fa felici i bambini donando caramelle. Dal mare dello Jonio, che giovedì ha fatto da cornice ideale all’ipoteca sulla Europe Cup (opera da completare giovedì in Turchia), al mare della Laguna, nella quale ieri il Cras ha pescato due punti sonanti. Sì, perché l’ultima vittoria della stagione regolare dell’A1 (65-64 in casa della «bestiaccia» Venezia, da tre anni sempre vincente sulle joniche) lancia la formazione di Ricchini nella volata ai playoff-scudetto. Dal 13 aprile, con i quarti contro la Comense, Taranto inseguirà il sogno del secondo scudetto della sua storia.

«Ma prima viene il Galatasaray» appunta nell’afoso PalaTaliercio di Mestre il tecnico Roberto Ricchini, che nonostante la trentaquattresima vittoria su quarantadue match (giocati in 152 giorni: ogni 84 ore in campi d’Italia e d’Europa per vincere: roba da fondisti) da quando è in sella al Cras, fredda l’entusiasmo con l’abilità di un pompiere. Sinora il suo pragmatismo ha generato frutti importanti però.

Le giocatrici lo imitano, vedi il commento del play Zimerle, «resuscitata » dopo la partita nevrotica contro Istanbul di 72 ore prima, mettendo il suo zampino nel finale arrovellato di Venezia, come testimoniano gli ultimi cinque suoi punti costruiti con maestria. «Siamo felici per la vittoria. E penso che questa volta centri anche un pizzico di fortuna Ma com’è noto la fortuna aiuta gli audaci. Se siamo più cariche in vista della Turchia? Siamo convinte di potercela fare ma non dobbiamo farci assalire dal desiderio di strafare. Giochiamo in punta di piedi. Con stile e convinzione.

Il nostro basket può permetterci di mettere le mani sulla coppa». Dopo aver messo a dura prova le sue «coronarie», nella bolgia di Venezia, dove c’erano diverse decine di tifosi rossoblù giunti non solo da Taranto ma anche dal nord Italia, il presidente Angelo Basile si coccola le sue cestiste. «Meritano un grande grazie per un successo che ha valenza per il prossimo futuro. Se avessimo perso oggi, il Cras sarebbe scivolato in terza fila. Ed invece siamo sulla vetta, le ragazze l’hanno difesa con talento e maturità. Questo primato ci dà coraggio in vista dei playoff. Il PalaMazzola sarà una delle nostre armi».

L’arma della casa è stata già sfruttata, visto il +12 dell’at t o primo della finale di Europe Cup. Ma la tifoseria crassina, in questi giorni precedenti a giovedì, tenterà di organizzarsi per far sì che nel «Darussafaka Ayhan Sahenk Spor», il palazzetto del Galatasaray, ci sia uno spicchio tinto di rossoblù. Una trentina al momento i «temerari» che raggiungeranno la Turchia. Con loro le famiglie del numero uno del club Basile e del suo vice Mino D’An - tona. I «padri» del Cras aliteranno dietro le loro stupende cestiste. Il sogno è conquistare l’Europa per la prima volta. Quel vecchio continente che, proprio in questi giorni canta come una «Sirena» alle orecchie della Turchia. I «grandi» del mondo si stanno dividendo sul suo ingresso nell’Unione. Prima di scoprire l’esito del political affair, il Cras tenterà la sua nuova pesca miracolosa dalle rive del Bosforo.

Alessandro Salvatore

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