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Enel Brindisi punita dagli arbitri

Trentaquattro minuti per sognare, sei per finire ... all’inferno. In sintesi, Enel Basket- Prima Veroli è tutta in quest’assunto. Certo, c’è molto ancora da dire, ma alla fin fine, è il risultato che conta e la Prima, squadra nettamente superiore all’Enel Basket, ha vinto. Perché nella pallacanestro, se le squadre si equivalgono, allora si può anche parlare di episodi decisivi, ma quando il piatto della bilancia pende molto di più da una parte è ben difficile che le cose possano andare come è nelle aspettative della squadra meno... completa
Enel Brindisi punita dagli arbitri
BRINDISI - Trentaquattro minuti per sognare, sei per finire ... all’inferno. In sintesi, Enel Basket- Prima Veroli è tutta in quest’assunto. Certo, c’è molto ancora da dire, ma alla fin fine, è il risultato che conta e la Prima, squadra nettamente superiore all’Enel Basket, ha vinto. Perché nella pallacanestro, se le squadre si equivalgono, allora si può anche parlare di episodi decisivi, ma quando il piatto della bilancia pende molto di più da una parte è ben difficile che le cose possano andare come è nelle aspettative della squadra meno... completa.

È andata così. Anche se poi c’è da dire che l’equilibrio, che Brindisi ha faticosamente mantenuto fino al 34’, si è spezzato anche a causa di una terna arbitrale, apertamente accusata da coach Gio - vanni Perdich i z z i , che non ha diretto con lo stesso metro iniziale. Cioè quello dei primi venti minuti di gara. È solo un’ipotesi, ma a pensar male non sempre è sbagliato. Ma i tre in grigio hanno cambiato il loro modo di applicare le regole dopo che tutti hanno conosciuto i risultati delle gare disputate alle 18,15.

Interpretazione sbagliata? Mah! Certo che Perdichizzi non è affatto pazzo se, per la prima volta, da che è a Brindisi, punta il dito sulla terna arbitrale. E lo fa spiegando per filo e per segno, quando e dove i «tre in grigio» hanno girato pagina. In ogni caso, questo non significa affatto che il coach brindisino non abbia voluto riconoscere i meriti dell’avver - sario. Anzi. Lo ha fatto in maniera chiara. Solo che, in cuor suo, avrebbe voluto capire il perché di tutti quei fischi contro la sua squadra e un metro di valutazione diverso nel giudicare le infrazioni, che pure sono state commesse, dalla Pricaro coach.

Da queste parti gira un vecchio proverbio che recita così: «Lu cani si mena sempre sobbra e mozzica lu squartatu» (il cane morde il povero, perchè teme il ricco). Ma non tutto è perduto. Brindisi ha ancora intatte le possibiltà di conquistare la permanenza in Legadue. Grazie anche ai risultati che si sono avuti ieri e che hanno visto Imola e Roseto sconfitte e, quindi, ultime in graduatoria.

FRANCO DE SIMONE

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