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Sabato 23 Settembre 2017 | 00:24

Lippi guarda avanti «Fiducia nell'Italia»

La delusione per aver visto sfumare la chance di portare a +5 il vantaggio sull'Irlanda è ancora viva. Ma il ct va oltre e riafferma la sua certezza: «Dobbiamo credere nel nostro lavoro, l'iniezione di fiducia che una vittoria ieri ci avrebbe portato ci deve essere ugualmente»
Lippi guarda avanti «Fiducia nell'Italia»
ROMA – Bulgaria-Irlanda, il 6 giugno a Sofia: è questo il prossimo appuntamento azzurro nel cammino di qualificazione ai Mondiali 2010. «Attenti ai bulgari: possono rientrare in corsa. E quella partita dirà se veramente ci sono anche loro per la qualificazione», avverte Lippi, col retropensiero che questa volta può essere il ct Stoilov a fare uno scherzo al Trap.

La delusione per aver visto sfumare la chance di portare a +5 il vantaggio sull'Irlanda è ancora viva. Ma Lippi va oltre e riafferma la su certezza: «Dobbiamo credere nel nostro lavoro, l'iniezione di fiducia che una vittoria ieri ci avrebbe portato ci deve essere ugualmente».

Qualche tensione interna, oltre l’errore palese dell’arbitro Stark, l’ha creata la sostituzione di Pirlo e la sua sorpresa (“ma Andrea era dispiaciuto, non arrabbiato: e sono due cose diverse», dice oggi Lippi); però c'è anche la consapevolezza che il calendario può favorire l’Italia, evitandogli il rischio degli spareggi che tuttavia dopo il pari di ieri a Bari non sono più ipotesi così remota.

«Il mio bilancio - dice Lippi all’indomani dell’1-1 di Bari - è quello di 10 giorni molto positivi. Per l’inserimento dei giovani, per la risposta di chi ha esordito, per uno dei due tempi giocati in Montenegro, per la grande reazione di ieri dopo un’espulsione ingiusta». Non intende cadere nel «vittimismo», Marcello Lippi, «però quel che è successo con Stark è sotto gli occhi di tutti: non mi era mai capitato in carriera nè di vivere nè di vedere una partita 10 contro 11 per 90'. Incartiamo e portiamo a casa, accettando quel che è successo, ma non si può fare a meno di dirlo».

Non vuole essere un alibi, perché sulla sostituzione di Pirlo Lippi arriva persino ad un ammissione di responsabilità: «Aveva giocato bene il primo tempo, ma la partita diventava sempre più fisica, e io ho fatto quel tipo di valutazione: uno può sempre sbagliare, ma non è detto».

Quel che non è sbagliato, a detta di Lippi, è il percorso intrapreso dalla sua nuova nazionale. «Trap dice che è ingiusto fischiarmi perché siamo campioni del mondo? Lasciamo stare questo argomento – dice il ct azzurro –. Noi dobbiamo ricostruire una nazionale: vincere ieri e salire a +5 sarebbe stata una splendida iniezione di fiducia. Ma noi quella fiducia dobbiamo averla lo stesso, dobbiamo crederci. Perché stiamo crescendo».

E fa nulla se i protagonisti in positivo sono stati ancora i veterani di Berlino (Grosso, Iaquinta, Pirlo) e dalle nuove leve arrivino poche certezze nei momenti cruciali. È in questo senso che il pari di ieri pesa di più: ora si riducono gli spazi per sperimentare, provare, ricercare.

L’Italia si ritroverà con Lippi all’indomani della fine campionato, il primo giugno, con una nazionale semi-sperimentale, con tanti titolari lasciati per una settimana a riposo. Prima della partenza per il Sudafrica per la Confederations Cup, con la nazionale vera, la prima di due amichevoli, in Italia, il 6 giugno. Quel giorno Bulgaria-Irlanda sarà una sorta di eliminazione diretta tra chi sfida l’Italia per la qualificazione.

Francesco Grant

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