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Bari invoca Cassano Italia-Irlanda 1-1

Keane risponde nel finale a Iaquinta e finisce 1-1 Italia-Irlanda, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2010. Arriva all’86° la beffa per gli azzurri che dal 4' hanno giocato in 10 per l'espulsione di Pazzini, ma che al 10' erano passati in vantaggio con Iaquinta
Sulle note di Volare coro al Peroncino
Il divieto dell'alcol annegato nella birra
Irlandesi ebbri di gioia. Trap santo subito
Bari invoca Cassano Italia-Irlanda 1-1
di FLAVIO G. CAMPANELLA

BARI - Lippi che non chiama Cassano? Il pubblico barese che fischia Lippi? Alt! La pazzia è di Pazzini. Dopo tre minuti di Italia-Irlanda, gara di qualificazione al Mondiale 2010 di calcio, si fa cacciare dall'arbitro Stark, che è tedesco e quindi non si può far nulla se vede la manata dell'attaccante della Samp (come Cassano) a un irlandese. Il monello stavolta lo fa lui (Antonio, glielo hai detto tu?).

Questa serata levantina (s'inizia alle 20,50) è fatta apposta per soprendere perché dopo dieci minuti dall'inizio della gara Iaquinta riceve da Grosso e porta l'Italia in vantaggio: 1-0. Sì Iaquinta. Altro imprevisto (ma non per l'allenatore del Bari Conte, che prima della gara ne pronostica il gol) perché il commissario tecnico lo preferisce a Giuseppe Rossi. Lo juventino va in campo e segna. La tifoseria irlandese, quella più dolce che ci sia, ammutolisce già, dopo aver presumibilmente bevuto per tutta la giornata (non prima e dopo la gara, però; assolutamente vietato).

Il pubblico del San Nicola invece passa, dai cori d'amore per Cassano ("In Nazionale, Cassano in Nazionale") e dai fischi al ct (è mai accaduto nella storia una roba così?), al boato di passione per una rete... inevitabile.
Intanto sugli spalti spuntano gli striscioni:  «Cassano a casa? Lippi, datti all'ippica» è una scritta comparsa nella curva dei tifosi azzurri per qualche minuto. Il tono degli striscioni è ironico piuttosto che arrabbiato o offensivo. «Lippi, ti piace vincere facile? Chiama à Cassano»; o anche «Cassano, senza te che Nazionale è?». e poi «Da Palermo a Milano tutti sognano Cassano»; «Lippi, hai messo Pepe, ora metti anche il sale: chiama à Cassano»; «Cassano non convocato, biglietto rimborsato»; e infine, «A' classe nun è acqua».  

Sembra che lo stadio di Bari sia in qualche modo magico. Quando gli azzurri entrano nell'astronave di Renzo Piano possono anche vincere in inferiorità numerica.

Certo, non si può cantare vittoria già dopo dieci minuti. Ma cantare si può. Anche se la pressione irlandese un po' preoccupa. Niente rischi seri, però. Difesa e centrocampo si sostengono, chiudono, permettono solo tiri dalla distanza (vedi Keane e Hunt, grande Buffon in questo caso). Per causa di forza maggiore, Davide Irlanda aumenta di statura, mentre l'Italia Golia deve stare in guardia. Va così per tutto il primo tempo (verso la mezz'ora Pepe potrebbe raddoppiare).

Piove per un po' e arrivano le prime cifre ufficiali (41mila spettatori per un incasso di 803mila euro). In effetti ci sono meno irlandesi del previsto. Ma ci sono e sono caldi, anche quando, a ripresa iniziata, scende la temperatura. Lippi invece è lucido e pensa al Trap: subito dentro Palombo e fuori Pirlo, poi al 10' inserisce Dossena per Pepe. Il ct comprende che, pur scendendo sul terreno degli avversari, deve giocarsela con i muscoli. I baresi (e tutti i presenti arrivati dalle regioni del Sud) percepiscono le difficoltà e ricominciano a urlare. Parte la ola (e ci sta anche un "torneremo in serie A" dedicato ai biancorossi di casa, più qualche sfottò ai cugini leccesi).

C'è da stringere i denti, gli azzurri lo fanno. L'obiettivo è addormentare la gara. L'Italia regge inizialmente il confronto ed essendo tecnicamente superiore fa girare la palla cercando di impedire ai verdi di costruire. Iaquinta si sfacchina per reggere l'intero reparto d'attacco, ma non si tira indietro (finirà stremato). Il Trap davanti ne ha almeno due, Folan e uno o entrambi gli Hunt, ma quando l'Irlanda avanza ci sono tutti e tre più Keane in appoggio. L'ex ct degli azzurri fa il massimo, ma sembra che le punte d'oltremanica non siano capaci di pungere.

Ma, come direbbe la volpe argentata di Cusano Milanino (Lippi è di Viareggio, toscano di nascita e di sigaro), mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco. Quindi conviene aspettare prima di dare per scontati i tre punti. Si soffre. Il San Nicola non se lo aspettava. Pensava ad una festa tranquilla, come l'altra volta con la Scozia (doppietta di Toni). Invece, no. Buffon è costretto a un'altra grande parata. De Rossi, già ammonito, rischia l'espulsione. Poi, all'88', arriva la doccia irlandese. Keane segna l'1-1. Gli azzurri tornano ad avere soltanto due punti di vantaggio nel girone (14 contro 12) con quattro gare da giocare.

Sì, è ancora primo aprile, ma non è uno scherzo. Si rischia addirittura di perdere. Davide diventa Golia e Golia diventa Davide. Forse Trap diventa Lippi e Lippi diventa Trap. L'astronave torna sulla terra, gli irlandesi vanno sulla luna. E' l'ultima pazzia. Pazzini, che hai combinato?

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