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Impresa del Taranto battuto il Galatasaray

Dopo il rodaggio del 2003 (magico: coppa Italia, scudetto e Supercoppa italiana), i quarti raggiunti nel 2007 e nel 2008, il Taranto si avvicina alla conquista della Europe Cup di basket femminile battendo il Galatasaray
Impresa del Taranto battuto il Galatasaray
CRAS TARANTO 67
GALATASARAY 55
CRAS TARANTO
: Zimerle 7, Greco 9,  Mahoney 8, Godin 2, Batkovic 15; Bello 6, Siccardi, Sauret-Gillespie 6, David 14, Oliva ne. All. Ricchini.
GALATASARAY ISTANBUL: Alben 3, Palazoglu 3, Augustus 19, Young 9, Kress 9; Sencebe 10, Binogul ne, Saylar ne, Karsli, Caglar ne, Horasan 2, Engin. All. Cevik.
ARBITRI: Miguel Angel Perez Niz (Spagna), Ilona Kittlerova (Repubblica Ceca).
PARZIALI: 16-16, 29-37, 42-46, 67-55.

di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - L’Europa ai piedi del Cras. Ora serve l’ultimo sforzo per conquistarla. Ad Instabul, nel giovedì Santo, mentre a Taranto si vivrà la passione di Cristo, la formazione di Ricchini dovrà tesaurizzare il +12 di ieri sera per allungare le mani su una Europe Cup che sarebbe storica per il basket pugliese. Merito di una ripresa strepitosa (38-18 il parziale) contro un avversario ispido, autore di un primo tempo magistrale.
La finale è stata vera. Tosta, bilanciata, zeppa di errori, misti a gesti pregiati. Il primo è quello della caraibica Young, che smuove lo 0-0 spaccando l’area e firmando il canestro. Esulta lo «spicchio» di Turchia (una ventina di temerari) presente al PalaMazzola. A freddarlo l’esperta Batkovic. Veronica sull’area e 2-2. La sfida cominci, per gioia e croce di 3500 appassionati.

Galatasary conferma in campo il suo potenziale, pressando le portatrici di palla. Taranto soffre in termini di fluidità di manovra, ma sfrutta agonismo e talento. Il ritmo vertiginoso allora si impadronisce del match, stimolando le campionesse sul parquet, che viaggiano nel binario dell’equilibrio: 16-16 dopo il primo quarto.

Poi, nel secondo, spuntano Mahoney e Bello, che scaldano il Cras da lontano: 24-20 al 14’. È un invito a nozze per il Galatasaray. Il suo coach Cevik apre la sua squadra come una matrioska, facendo uscire pedine all’infinito, che infastidiscono Taranto. La formazione rossoblù soffre soprattutto Augustus e Palazoglu, mobilissime,  che si inventano il 17-5, che negli ultimi 4’ del periodo spinge il Galatasaray negli spogliatoi con il +8 in tasca.
Taranto tira fuori l’abito da «dura» nella ripresa. Il 5-0 firmato Greco è l’indizio che dovrebbe allarmare il Galatasaray. Annusano il pericolo la solita Augustus e Sencebe, cecchino dalla lunga distanza. Americana e turca ispirano il 46-38 del Galatasaray dopo 26’. Taranto è palesemente impacciato, subisce il basket di «ghiaccio» dell’avversario, che toglie fiato e centimetri alle attaccanti rossoblù. 

Servono idee nuove per provare a scardinare il Galatasaray. Ricchini allora ordina pressione. Mossa azzeccata, che riporta Taranto nel match: 8-0 e 46-46 al 31’. E dopo due minuti David, impavida brasiliana, regala al Cras il sapore del vantaggio: +2, che invita il coach ospite a riordinare le idee nel timeout. 

Ma è il Cras che comanda i giochi. La difesa chiude la cerniera, rilanciando un attacco che diventa elettrico. Col gioco che si scalda, Batkovic fa la leonessa, sfruttando il cuneo aperto da Bello e Greco, che hanno anche punti nelle mani. Oro che cola per il Cras, che al 37’ firma il +4. Il Galatasaray è annebbiato. Allora Augustus (stupenda) prova ad accendere la luce, ma anche lei finisce nella gabbia del Cras, che ora ha il match nelle corde. La differenza, in partite del genere, la fa la freddezza. È quella di Greco, funambolo di Los Angeles, che al 38’ firma il +5. A rimorchio Zimerle, peperino italiano: Taranto vola sul +8 ad 1’ dalla fine. 

Non è tutto, le rossoblù hanno benzina e chiudono magicamente il primo atto della finale. Tra una settimana, in Turchia ci sarà da soffrire, ma ieri in un PalaMazzola traboccante, il Cras ha messo il sale sulla coda dell’avversario.

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