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Matarrese: «Il difficile è restarci in serie A»

Il presidente del Bari: «Tutti dicono che era ora che questo Bari si facesse rispettare. Ma una volta raggiunta la promozione bisogna allestire una squadra competitiva e non è facile perché la massima serie si è rafforzata notevolmente, anche economicamente»
Matarrese: «Il difficile è restarci in serie A»
ROMA – «Tutti dicono che era ora che questo Bari si facesse rispettare. Questo risultato è il frutto della programmazione partita lo scorso anno. Perinetti è stato molto bravo ad individuare Conte come allenatore, che a mio avviso avrà un grande futuro». Il Bari è lanciatissimo verso il ritorno nella massima serie e il presidente del Bari Vincenzo Matarrese esprime il suo rinnovato entusiasmo ma nello stesso tempo pensa già alle difficoltà che avrà nella costruzione della squadra del prossimo anno. «Non basta vincere il campionato di B – continua – poi bisogna allestire una squadra competitiva e non è facile perché la A si è rafforzata notevolmente, anche economicamente. Prendiamo l’esempio del Lecce che sta avendo tante difficoltà, rimanere nella massima serie non è facile per noi. Bari è una città in cui i tifosi hanno grande attaccamento però non è sufficiente lo stadio, ma tutti gli introiti che arrivano da altre fonti». La medicina giusta Vincenzo Matarrese l’ha già sperimentata in passato, ovvero quella dei vivai. «È vero dopo Cassano non sono usciti fuori altri talenti di quel livello - continua – ma tra i giocatori allevati da noi con miti pretese ce ne sono diversi. Solo così si può pensare a un calcio gestibile, diversamente diventa difficile».

«Mio fratello è nervoso? No, è un pò scocciato». Il presidente del Bari Vincenzo Matarrese si esprime così sulle possibilità del fratello Antonio di essere rieletto presidente. «Sono convinto che l'unica persona che può gestire il calcio in Lega è proprio lui - continua – e lo ha dimostrato in questi due anni dopo la vicenda Calciopoli. Dovrebbero apprezzare il fatto che sente ancora la Lega nel suo cuore e che ci tenga tanto a continuare la sua opera. Noi però abbiamo anche altro da fare nella vita, quindi se non lo eleggono non è un problema. Come mi comporterò? Faccio il tifo per mio fratello è chiaro e la devono smettere di minacciare la scissione tra A e B. Se si vuole bene al calcio bisogna stare stretti e compatti come era fino al '99. Pregherei le grandi società di fare attenzione e capire che il calcio è fatto da tutte le società italiane, non solo delle più importanti».

Saltata l’assemblea elettiva in programma lo scorso 18 marzo, domani si riunisce la Lega professionisti per cercare di scegliere il nuovo presidente. Ci riuscirà? «Spero di sì – ha risposto il presidente del Palermo Maurizio Zamparini -. Per iniziare una strada nuova, quella delineata con Galliani, Moratti e le altre società di serie A. Per fare della Lega un’azienda che avrà un fatturato da un miliardo di euro».
Quanto alla possibile conferma di Antonio Matarrese, Zamparini ha lasciato intendere di non essere favorevole. Per iniziare a percorrere «una strada nuova», più manageriale, serve altro: «A Matarrese sono molto riconoscente. Ha dato tantissimo al calcio, ma vogliamo cambiare. Eleggere una persona che abbia un rapporto nuovo con le istituzioni, sappia fare attività di lobby con il Governo. Per Matarrese si può trovare una collocazione ad honorem».

«Abbiamo avuto circa 20 giorni per lavorare sul regolamento e riportare i poteri nell’ambito dell’assemblea. Tutto nel segno dell’efficienza, della governabilità e della democrazia – ha assicurato Zamparini – affinchè la Lega sia una società di servizi per i club e non un piccolo centro di potere».
Domani è l’ultimo giorno utile per evitare il rischio commissariamento, ma secondo Zamparini «queste sono le storie messe in giro da quelli che vogliono farci fretta e non lasciarci ragionare. Non c'è nessuna necessità di commissariare. Poi, secondo me, è una associazione libera che non può essere commissariata. Se non si riuscisse ad eleggere il presidente domani, lo faremo tra un mese senza problemi».

Zamparini auspica la nascita di «una Lega nuova, che deve imparare a gestire un miliardo di fatturato. In una prima fase servirà la partecipazione di tutti. Ma una volta che avremo stabilito le regole, basterà un consiglio d’amministrazione di tre persone, con un presidente. Naturalmente sempre con un’assemblea sovrana con funzioni d’indirizzo».

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