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Lippi su Cassano: «Temo fischi a Bari»

Il ct della Nazionale sempre più nervoso perché teme il pesce d’aprile dei tifosi baresi. «Mi dà fastidio il clima che si è creato nei miei confronti per la partita di mercoledì a Bari. L’accoglienza la vedremo, intanto dico che ci comporteremo di conseguenza»
Caro Ct, pensa a San Nicola (di Valentino Losito)

Lippi su Cassano: «Temo fischi a Bari»

di Piercarlo Presutti


PISA - Il Montenegro sogna, tra la festa per la prima visita dei campioni del mondo del calcio e le elezioni politiche che dovranno proiettare il paese verso l’Europa, l'Italia di Marcello Lippi invece litiga per Cassano.

La situazione psicologica alla vigilia della sfida in programma nello stadiolo di Podgorica (11.500 posti) insomma è opposta, ma visti i precedenti non è detto in chiave azzurra che sia un fatto negativo. Perché il revival di arrabbiatura in diretta regalato oggi da Marcello Lippi alla stampa («Cassano? Non mi importano le pressioni e che si sia parlato più di lui che della gara di domani ma mi dà molto, molto, molto fastidio il clima creato da alcuni di voi in vista di quella di mercoledì a Bari con l’Irlanda») sa di sindrome da accerchiamento mondiale. Quel particolare stato d’animo che ai tempi di calciopoli cementò un gruppo e fece crescere le motivazioni emotive fino ad arrivare al successo di Berlino. 

E Lippi sa che il Montengero privo di Vucinic (squalificato) e con Jovetic unica stella di stimoli potrebbe non fornirne a sufficienza.


Così a scuotere gli animi ecco un po’ di bagarre dialettica con i giornalisti e un fantasma (il succitato Cassano) da esorcizzare. «Ogni ct – spiega – ha la sua croce...Io non me la prendo per questo anche se faccio sommessamente notare che quando qualche mio predecessore ha ceduto all’opinione pubblica il risultato migliore sono stati gli ottavi di finale. Semplicemente non spiego certe esclusioni perche se lo facessi il casino sarebbe peggiore e non ne usciremmo più». Vorrebbe parlare di più dei montenegrini e meno dei calciatori baresi, il ct: ma ammette di ricordare solo qualche nome di giocatore avversario, oltre Vucinic e Jovetic. «Ma come tutti gli slavi hanno buona tecnica e giocheranno la gara della vita». 

«E noi? - gli chiedono – non soffriamo la carenza di leader?». «Non scherziamo – replica – abbiamo Buffon, Zambrotta, Cannavaro, De Rossi e Pirlo...Questi sono veri leader, giocatori che si sacrificano per la squadra. Altri invece sono galli nel pollaio». Non lo nomina, Cassano. Ma è quasi come se lo facesse. Ed a proposito di squadra, pur senza ufficializzarla, rivendica la scelta di Iaquinta prima punta. «Ha giocato tanti anni in quel ruolo, cosa c'è di strano?». A formare il tridente offensivo con lo juventino ci saranno Di Natale e Quagliarella, mentre a centrocampo a comporre un trio inedito ci saranno Palombo, Pirlo e De Rossi. In difesa, davanti a Buffon, Zambrotta a destra e Grosso a sinistra con Cannavaro e Chiellini centrali.


«Noi non vogliamo fare calcoli – spiega Lippi – cerchiamo i tre punti domani e ne cercheremo altrettanti a Bari. Detto questo, per vincere domani occorrerà concretizzare in campo la differenza di valori esistente». Perchè, parola di ct campione del mondo, «l'Italia è sempre ai vertici del calcio, con la sua nazionale maggiore ma anche con l’under 21, che è fantastica, e l’under 17».


A proposito dei giovani, il ct chiude con parole dolci per i tre neconvocati: «Motta, Bocchetti e Pazzini domani non giocheranno ma mi hanno fatto capire in questi giorni che diventeranno calciatori importanti. E sono sicuro che prima o poi loro faranno parte della nazionale». 'Lorò, e non altri: buoni a detta del ct solo per le 'baruffe nel pollaiò. Ed anche stavolta forse a Cassano saranno fischiate le orecchie.

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