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Lecce-Atalanta, la partita della verità

Salentini da oggi in ritiro a Martina Franca (Taranto) dove prepareranno l’incontro interno di domenica con l’Atalanta (ore 15), una partita da vincere a tutti i costi per alimentare le speranze di salvezza in serie. Il tecnico De Canio: «Non si tratta di una punizione»
Lecce-Atalanta, la partita della verità
Il materano Luigi De CanioLECCE – Il Lecce è da oggi in ritiro a Martina Franca (Taranto) dove preparerà l’incontro interno di domenica con l’Atalanta, una gara da vincere a tutti i costi per alimentare le speranze di salvezza. È la partita della vita, che può dare le energie giuste per lo sprint finale oppure far naufragare ogni speranza. Lontano dalle polemiche cittadine, dove si contesta alla società una campagna acquisti estiva insufficiente e una di riparazione inesistente, Luigi De Canio cercherà soprattutto di lavorare sul morale dei giocatori, che a Palermo sono apparsi frastornati e demotivati. «Andiamo in ritiro – ha spiegato, prima della partenza per la valle d’Itria, il nuovo tecnico giallorosso, che alla Favorita ha esordito con una sonora sconfitta (2-5) – perchè abbiamo la necessità di ottimizzare il poco tempo che ci resta da qui sino alla fine del campionato. Non si tratta di una punizione, ma è l’occasione in cui stare tutti assieme e parlare di calcio. Credo che sia l’unica cosa e la più utile da fare».

De Canio non cerca alibi per la catastrofica esibizione siciliana: «Onestamente non mi aspettavo tutte queste difficoltà difensive. Probabilmente alcuni errori sono stati determinati dalla spasmodica ricerca di fare quello che veniva richiesto loro. Questi errori hanno sì condizionato un risultato così eclatante, ma a me piace cogliere aspetti positivi: che, purtroppo, non sono stati tantissimi». «La squadra – ha aggiunto – ha avuto un buono spirito propositivo, dimostrando tanta volontà e determinazione. Abbiamo tenuto palla, realizzato due reti. Insomma se dieci mesi non sono bastati a Beretta, in meno di una settimana non si poteva chiedere di più, nè pensare di modificare la mentalità: la squadra, però, ha cercato di farlo».

De Canio infine ha lanciato un appello «accorato» alla tifoseria. «La salvezza – ha ricordato – sarà possibile solo se tutti sposeremo la medesima causa. Da osservatore esterno ho sempre avuto grande ammirazione per la piazza leccese e mi è bastato davvero poco per avere ragione di quello che pensavo».
«Quella dei tifosi – ha concluso il tecnico – è una passionalità sentita e piena di amore verso questi colori. Mi piacerebbe che non pensassero che i calciatori non meritino il loro sostegno».

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