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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:51

GIFFONI VALLE PIANA

Margherita Buy, ora non so cosa farò, forse teatro

Margherita Buy, ora non so cosa farò, forse teatro

(di Elisabetta Stefanelli) GIFFONI VALLE PIANA, 16 LUG - Si prende un periodo di pausa la musa del cinema d'autore italiano, Margherita Buy, 60 film all'attivo con il gotha dei registi di casa nostra, campionessa di premi e attribuzioni ('Me lo dite sempre, li devo restituire?', scherza), solare e dal sorriso splendente al Giffoni Film Festival, solo timorosa del bagno di folla con i ragazzi che la aspettano al varco con le loro domande sempre inaspettate. ''Cosa farò prossimamente? Non lo so, veramente non lo so, per il momento non ho programmi. Cinema, tv, teatro? Dovrei fare teatro, penso che mi farebbe bene. Ci sto lavorando perchè il teatro ha bisogno di preparazione, puntare alla prossima stagione magari, vediamo. Il teatro in questo momento penso che mi farebbe bene alla testa''. In una scollatissima tuta grigia, Margherita Buy, non nega di essere sorpresa dal passare del tempo, ma dopo i 50 anni vede proprio nei ragazzi l'eterna giovinezza. ''Io ho una figlia di 16 anni ed è lei il mio rinnovamento - spiega - lei è la mia garanzia di continui stimoli e di ringiovanimento. Certo mi da sempre dell'imbranata ma poi attraverso di lei scopro sempre cose nuove''. Del resto non solo la figlia, ma anche la madre le dava dell'imbranata, è un po' il suo destino ed è forse l'anima del personaggio che le è rimasto addosso. ''Mia madre ancora oggi mi guarda con sorpresa e mi dice di chiedersi continuamente come ho fatto ha fare quello che faccio, a diventare un'attrice, 'imbranata come sei'', e ride raccontandolo quasi fosse sul lettino di In Treatment davanti a Sergio Castellitto che la psicanalizza. Ma che donna rappresenta Margherita Buy nei suoi film? Le chiedono: ''Tutte le carriere prendono una strada definita, e quello che sei è spesso quello che vedono gli altri in te. Costruire una carriera è proprio questo difficile navigare nel cercare di imporre il tuo modo di essere rispetto a quello che vedono gli altri in te. La difficoltà è spingere la barca dove vuoi tu. Io ho cercato di guidare il timone verso donne che mi interessavano, e nello stesso tempo sono cambiata e cresciuta con loro''. E con Nanni Moretti? ''Nanni Moretti è un patrimonio di questo paese, un grandissimo regista e un uomo libero, questo non toglie che possa essere anche una persona faticosa. Quello in Mia madre è uno dei ruoli della mia vita. Mi è piaciuto molto essere in Habemus Papam, mentre il Caimano è stato un film più teso e dopo è stato più difficile lavorare con le produzioni a cui quel film non era piaciuto''. Uno degli ultimi film, 'Come diventare grandi nonostante i genitori' di Luca Lucini parlava dei sogni dei giovani. ''I ragazzi oggi sognano poco perchè noi siamo una generazione di genitori molto ansiosi. Siamo pieni di paure e le riversiamo su di loro: li riempiamo di sicurezze, di soldi, e gli togliamo sogni con il nostro essere iperprotettivi''. Cosa può fare il cinema per i ragazzi di oggi? ''Già se riesce a toglierli per due ore dal cellulare è un grande risultato, come può fare un libro, come può fare il teatro...''.(ANSA).

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