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Martedì 23 Gennaio 2018 | 21:07

Nuovo brevetto: l’ecoasfalto prodotto dall’«organico»

Nuovo brevetto: l’ecoasfalto prodotto dall’«organico»
Si chiama MB, l’acronimo di Mineralized Biomass, e potrebbe essere in un futuro quanto mai prossimo il materiale più eco-sostenibile di sempre per realizzare strade, piste ciclabili o parcheggi. È un asfalto prodotto dal recupero della frazione organica stabilizzata, quella parte dei rifiuti cioè che, una volta trattata, deve essere ancora oggi smaltita in discarica. L'invenzione, una volta a regime, potrebbe contribuire a ridurre la necessità di discariche. A sperimentarla per prima sarà Roma. Il progetto nasce in collaborazione con il Centro Sviluppi materiali e si avvia alla sua fase finale, con un prototipo già realizzato e testato.

Il brevetto è stato depositato al Ministero dello Sviluppo nel 2008 e rilasciato a maggio 2011. L’eco-asfalto punta a portare enormi vantaggi dal punto di vista ambientale ed economico. Con la produzione dell’Mb, infatti, non ci sarà più la necessità di trasportare la Fos dagli impianti di Trattamento meccanico biologico – i cosiddetti Tmb – alle discariche, riuscendo a risparmiare circa 3-4 milioni di euro. La nuova miscela promette di permettere il rifacimento di strade, piste ciclabili, scarpate o parcheggi a un costo decisamente più contenuto e in armonia con l'ambiente.

Per la realizzazione dell’eco-asfalto occorre realizzare impianti ad hoc – al momento si stanno cercando aree idonee in tutto il Lazio – che lavoreranno senza trattamenti chimici e termici, attraverso una mescola «a freddo» tra fos e pozzolana. Grandi silos che ben presto potrebbero prendere il posto delle discariche e nei quali dal prossimo anno potranno essere trattate le 90mila tonnellate di Fos prodotte attualmente ogni anno nella Capitale.

Un’invenzione che sembra essere piaciuta già sia al Ministero dell’Ambiente che al Campidoglio. Il progetto potrebbe ora essere esportato non solo nelle altre grandi città italiane ma anche all’estero. Il marchio del «Made in Italy» questa volta porterebbe la firma della capitale, Roma.

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