Sabato 23 Giugno 2018 | 16:21

L’allarme carne dell’Oms Mingo, Spugna e Selvaggi «Fatevi una bisteccona»

L’allarme carne dell’Oms Mingo, Spugna e Selvaggi «Fatevi una bisteccona»
È l’ultima notizia depistante propalata dal mastodonte Oms, filtrata dall’Europa e deflagrata sui media con aspirazione di certezza: allarmi carni rosse, wurstel, insaccati e quant’altro attenga alla lavorazione. Produttori e distributori hanno già subito contraccolpi. Sorte non nuova per un comparto messo ciclicamente alla gogna. Ecco come se la stanno cavando tre fra i tanti consumatori lucani e della Puglia: Mingo De Pasquale, attore e conduttore tv, il suo cane di due anni, Spugna, e Alberto Selvaggi, diventato ormai una sorta di giornalista da esposizione.

MINGO: Mi è venuta una fame tale, con l’incazzatura, che mangerei un cane vivo, oltre che un bue.

SPUGNA: Papà, non vorrei che facessi con me ciò che fece Crono, il dio che divorò la prole. Voi umani, a differenza di noi quattrozampe, nascete antropofagi per istinto di sopravvivenza. Per cui potresti ripiegare su Selvaggi, anche se è sicuramente infettivo. Mettilo prima nell’abbattitore.

SELVAGGI: Ti ricordo, nanerottolo Belfagor, che i cinesi hanno studiato svariate ricette per rosolarti con ananas e germogli di soia. Io seguo una dieta a forte base vegetariana. Ma da quando l’Oms ha messo al bando, o quasi, carni rosse ed essiccati, secondo l’allarme e il contro-allarme soliti, e dopo che sulla polpa ha messo le zampe col vaglio l’Unione, che è una associazione europea economica, ho incominciato a scrofanare carni come ‘na bestia. Quelle inserite nel Gruppo 1, secondo l’Oms cancerogene quanto amianto, benzene, arsenico, fumo; e nel 2. Ho comprato di tutto, pure il lardo di masseria, sì da venir sculacciato da Umberto Veronesi, un vegetariano che fa l’oncologo.

MINGO: Per questo siamo venuti qui, tutti e tre, con Spugna che sta imparando a usare le posate. Nel Braciere, a Bari, per una spanzata da mille e una notte. Zampina, pomodorini e rucola per il mio figliolo canino, una fiorentina per me e il bisteccone ad Alberto, che, a quanto vedo, si è vestito a tema per l’occasione.

SPUGNA: È semplicemente una messinscena squallida delle sue. Cerca di guadagnare un consenso sociale con questi mezzucci, poveraccio.

SELVAGGI: Col cacchio. Indosso con orgoglio la mia maglietta color cielo lustro, con maiale sormontato dalla scritta «Porchetta doc», che non ha nessuno. Mi è stata donata dall’organizzazione della Sagra della porchetta di Chiesa Nuova, contrada di Polignano sul Mare, che si tiene durante i festeggiamenti per la Madonna della Pace in agosto, e nella quale furoreggia il porchettaro Vito Furore. Ormai sono pronto a uccidere per questo lavorato carnoso, o a sfidare i Nuclei vegani proletari, armati di mazze di lattuga.

MINGO: Fatto sta che gli hanno combinato l’ennesimo casino a questi sfortunati. Che hanno l’unico torto di faticare come muli. Sono pazzi a lanciare un simile annuncio, illustrando i distinguo a posteriori. Forse non si rendono conto, non lo so.

SPUGNA: Stai sicuro papi che da quelle parti si rendono conto anche di ciò che ti sfugge. E le mortadelle, il salame all’Aglianico e la salsiccia Pezzente di Lucania, la zampina di Sammichele che al Nord spacciano falsa nei negozi, i norcini martinesi, famosi nel Tarantino e in Salento già secoli orsono, il capocollo di Martina Franca, prodotto anche a Cisternino e a Locorotondo, presidio Slow Food, non sono che stelle di una galassia che viene colpita, ma non travolta. Dopo la mucca pazza nel 2000, l’aviaria nel 2006, la bistecca alla diossina, 2008, l’escherichia coli, 2014 .

SELVAGGI: E pensare che proprio a Eurocarne, rassegna internazionale, a Verona, fra corsi di addetti alla macelleria e convegni sul trattamento scarti, il nutrizionista Giorgio Calabrese aveva indicato come «sbagliata la tendenza anticarne, dato che l’alimento contiene amminoacidi essenziali per il corpo». Menzionando anche «il ferro di tipo E con la vitamina B12», per i loro «benefici effetti, soprattutto negli anziani, sull’umore». Sull’ultimo numero de La bottega della carne campeggia lo studio del Journal of human hypertension, che esalta il manzo magro, fino a 150 grammi al giorno, come coadiuvante contro i problemi cardiovascolari associato alle verdure. E il sito satirico Lercio ha pubblicato un titolo che corrode: «Taranto, tolta la carne rossa dal menu della mensa dell’Ilva». Genio puro.

MINGO: Beh, noi siamo una terra di ortofrutta. Ma proprio per questo nel settore carneo vantiamo una scuola fondata sulla misura, perfettamente in linea con la dieta mediterranea che ci ha reso famosi.

SPUGNA: Anche se va considerato che c’è chi alla ciccia preferisce l’osso.

SELVAGGI: La verità è che mentre ci ingozziamo lordando la tovaglia come bifolchi, Federcarni, rappresentata da Tommaso Romano in Puglia, Assomacellai bestemmiano i morti. Il Sindacato Macellai Unimpresa BAT, con 400 esercizi e 600 salumerie, per voce del presidente Savino Montaruli grida all’«attacco contro la catena di distribuzione». I fornitori dei supermercati che ho sentito lamentano perdite fino al 50 per cento, dal 20 al 30 nelle botteghe di nicchia, impennate di carne bianca dei luridi polli gonfi come body-builder. Confesercenti Imprese indica un orientamento a ridurre le quantità nel 50,6 per cento della popolazione. Qui dove abbiamo vincitori del Premio Mastro Macellaro, registrati nell’Albo, di Gravina, Andria, Altamura, Brindisi. Per non parlare delle chianine di tradizione.

MINGO: Chianina?

SPUGNA: Bada agli strafalcioni di quella capra di Selvaggi, giornalista doc. La bandiera nostra è la podolica, con la chianina non c’entriamo nulla. Detta «pugliese», fino agli anni Cinquanta era diffusa in buona parte del paese: mantello grigio nelle femmine, nei maschi più scuro, corna lunghe a lira e a mezzaluna. La Puglia è la regione con il più alto consumo di carne equina: il 32 per cento di quello della nazione. E vanta un’Organizzazione produttori «Le carni pugliesi» con vitelli, vitelloni, scottone. Aderenti al disciplinare di etichettatura, marchio Prodotti qualità Puglia, 13 aziende fra Mottola, Gioia del Colle, Noci...

SELVAGGI: Ah è vero, mi sembra di averli visti in uno spot sull’alimentazione sicura. Facce fantastiche insaccate su grembiuli biancorossi che parlano da sole.

MINGO: Secondo me hanno fatto di tutta l’erba un fascio ‘sti scienziatoni dell’Oms.

SPUGNA: Per certi versi si sono orientati sullo standard dell’uomo medio americano, bolso come un hamburger McDonald’s. Ma soprattutto su una strategia compiuta. I nostri prodotti sono solitamente controllati con rigore. Assocarni in Italia stima un consumo medio di 100 grammi di carne rossa due volte alla settimana e di 25 grammi giornalieri di carne trasformata. Cioè meno della metà dei quantitativi individuati come «potenzialmente», e non certamente, a rischio cancerogeno dal famigerato studio. Ma c’è di più: in Puglia si spende ancor meno mensilmente per la carne rispetto alla media del paese, 102,89 euro a famiglia invece che 106,84, di cui 41,23 bovina, 13,75 suina, 21,18 salumi, 25,88 pollame, conigli e selvaggina.

SELVAGGI: Glo-gloòb..! (Alberto s’ingozza tacchinescamente, anche perché è tutto a scrocco).

MINGO: Ah, interessante (dubitiamo che il De Pasquale stia seguendo attentamente le parole del figliuolo).

SPUGNA: Il testo completo dell’analisi sintetizzata sul Lancet Oncology giungerà da maggio prossimo abbattendosi anche sul caffè. Ma gli italiani restano la seconda popolazione più longeva.

SELVAGGI: Infatti il senatore Dario Stefàno è sempre lì, baffetti e tutto.

MINGO: Continua, bambino mio, arriva al dunque.

SPUGNA: A fine ottobre scorso Strasburgo ha detto sì a insetti, alghe, vermi, larve, ai nanomateriali, ai cibi costruiti in laboratorio e con discrezionalità di origine, provenienti da animali clonati senza ancora una legislazione, a coloranti innovativi sulle tavole italiane e delle restanti nazioni. Ha pure vietato agli Stati membri, dopo la eventuale ratifica dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, di opporsi alla distribuzione di schifezze di cui sopra. Ha inaugurato insomma un gigantesco mercato biotech, il «novel food». In un’azione a orologeria con il rapporto Oms.

SELVAGGI: Grandissimi figli di una t..! Popolo delle braci, risorgi! Marcia per la rivoluzione che grugnisce e mugghia. E che fratello spiedo ti sia compagno nella lotta.

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