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Martedì 16 Gennaio 2018 | 08:16

Emiliano sfida la Laricchia a colpi di dieta «Pugliesi, sfilerò per Armani»

Emiliano sfida la Laricchia a colpi di dieta «Pugliesi, sfilerò per Armani»
di ALBERTO SELVAGGI

Gentile «Gazzetta», sono la segretaria del dietologo Giuseppe Stecchetto, detto «Pippo». Come promesso, vi riferisco (scusate qualche erore) dell’incontro che abbiamo avuto qui in studio con Michele Emiliano. Il nuovo presidente della Reggione si è presentato così: «Sono il padrone della Puglia». Ma il dottore lo ha messo a posto: «Lei ora è nel mio studio».
Sembrava come invecchiato. Teneva tra le dita una foto a tutta figura di Antonella Laricchia, quella del M5S, una bella ragazza molto in gamba, e molto pulita sopprattutto, che ammiro tanto. E al dottore ha detto: «Vede? Questo è uno scatto preso dal confronto che facemmo su Sky noi candidati alla Reggiòune. Lei mi deve fare di tutto, pure se mi date da mangiare la cacatura, purché mi garantite che raggiungo almeno la linea di questa Laricchia di ‘stu c… I consulenti immagine dicono che persi a Sky sul gradimento anche perché tengo lo stomaco abbottato, tipo bambino deformato dentro. Inoltre nel ruolo di oggi, che sono proprietario di tutta la Puglia e di tutti i pugliesi quanti ne stanno, non posso più sembrare rimmato».
E poi ha aggiunto, un poco in imbarazzo: «Anche al Ballo annuale dei consiglieri regionali inquisiti, a dicembre, non voglio fare la figura che quando fanno il ballo di gruppo, lascio a terra impronte da dinosauro come quelle della cava di Altamura».

Il dottore rimase di sale: «Mah, io non ne farei un dramma». Ma Emigliano se ne uscì arrabbiandosi: «Guardi che è anche una questione di principio, visto che la Laricchia ha rifiutato di fare l’assessore ai Cessi pubblici regionali, dopo l’Ambiente, mancandomi di rispetto a me e ai pugliesi!». E ha aggiunto: «Voglio arrivare a sfilare per Armani. E non a ridere. Altro che a giocare in A a basket. Armani e bbasta! Tutto il resto sono le chiacchiere!» .

Il dottore Stecchetto (mi sembrava un pò indispettito) allora gli ha fatto la dieta dissociante, non dissociata. Prima di tutto lo sgridò: «Si dimentichi di sbafare come un’orca assassina tre pizze di fila con al collo la sciarpa del Bari. Solo: due litri d’acqua al giorno, 70 grammi di miglio ogm, coltivato dai cinesi a Noicattaro, e 150 grammi al netto di Ostracion cubicus Decarus condito con 9 ml d’olio». «Eh?!». «L’Ostracion cubicus… Il pesce Decaro comune. Quello allevato dal Cartello Nuovo Oriente che va rimpiazzando, come nei negozi in centro, i produttori locali». «Ma a me mi fa impressione, dicono che ogni tanto parla, non è come gli altri pesci muti». «Sono dicerie tipo quelle sugli extraterrestri. È ottimo e uno snellente formidabile», lo ha tranquillizzato il dottore. Aggiungendogli i soliti «45 minuti di attività sportiva tre volte a settimana», di corsa sulla pista ciclabile di viale Unità d’Italia e poi tuffando a ripetizione il capacchione sudato dentro alla fontana brutta su via E. Toti, ripetendo il mantra «moccamamt’, moccamamt'».

Così già oggi ho letto sulla sua pagina Facebook che il padrone della Puglia è stato chiamato (se è vero) ai provini Armani per AltaRoma. E possiamo vedere tanti pesci Decaro, gialli e di forma cubica, ottenuti dalla bavosa di Fesca incrociata con un fox terrier di Bitetto, nuotare nella fontana di piazza Umberto, o dentro all’allevamento della fontana di Piazza Moro, dove selezionano la varietà biancorossa, che voi giornalisti della “Gazzetta” pescate dalle feritoie della redazione con lenze di 107 metri da là sopra in alto al vostro palazzo. Ladri.

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