Lunedì 23 Luglio 2018 | 02:27

Antonio Decaro si confessa dallo Pizzicologo selvaggio «Ecco perchè odio le auto...»

Antonio Decaro si confessa dallo Pizzicologo selvaggio «Ecco perchè odio le auto...»
di ALBERTO SELVAGGI

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, detto «Capa Quadrata» per il suo cranio cubico, sta strangolando da tempo il traffico, chiudendo il centro man mano alle auto. Per far chiarezza su questa mania, e per curarla magari, c’è un solo rimedio: lo Pizzicologo. Con il quale il primo cittadino ha accettato di incontrarsi. Prima seduta. «Dottore, come vedo il traffico scorrere fluido mi vengono convulsioni e aerofagia forte, ci devo mettere i tondi che ingolfano tutto, i dissuasori che scassano gli ammortizzatori, scivoli disabili da ottovolante, spartitraffico invisibili, piste ciclabili pure nella Basilica, pedonalizzare con piazzette da vomito. Voi mi dovete curare a me! Iiiih iiih». E smettila, fess’, già a piangere come al solito! Prima di tutto esci i soldi, poi stenditi sopra al divano. Statti tranquillo, mo tieni lo Pizzicologo e stai a posto. «Mi ammazzo, mi uccido, mamma mamma, mamm’ mamm’..!». Chiudi la finestra che se ti butti non sta il cassonetto della differenziata! E comunque, vedi? Siamo già arrivati al punto. Eh eh eh, evidentemente è stata la mamm’, la mamm’ che ti ha rinchiuso dentro allo stanzino e non ti voleva fare giocare con le macchinine, e quindi tu per reazione… Comprendi ora?

«No. Mamma anzi mi diceva: giochi! Perché stavo sempre a frignare». Allora è stata la zia materna che quindi ti appariva sostituta di… «Non la tengo, dottò». Ah. Allora la prozia. «Idem». E allora l’amica della prozia della zia di tua madre, a sua volta cognat… «Ecco, dottore, ora che mi avete fatto la pizzicologia, mi è emerso un ricordo brutto brutto, iiih-iiih!». E dagli..! Mè, di’. «Da piccolo come facevo le puzzette a tavola, mamma prendeva un tubo di amianto e mi faceva bum-bum sulla testa». Difatti è uscita deformata a Capa Quadrata. Vedi che sta sempre la mamm’? Quindi così ti è venuta la monomania della città ecologica.

«Mi ammazzo, piango, mi uccido!». E finiscila! Qua bisogna sviluppare un poco di recipienza. «Dottò, veramente si dice, resilienza, lo ho letto su Gioia, la rivista che legge mia moglie». Ah. Eh eh eh. A proposito, tieni qualche commara con problemi, così me la porti, mi freco un poco di soldi e poi un domani se capita ci provo pure io? «Gulp… No, non sono r at t ì g n’, non ci meno la mano al popò delle femmine». Male! È la prova che tieni il complesso di Edipo, mischiato a quello di Mariolina De Fano. «Ma io sto felice in famiglia: vede ‘sta foto con la mia nipotina?». Ah, però… Che tette ‘sta nipotina… Mmmh… Oooaah..! «Ma, signor Pizzicologo, tiene 17 anni… Iiih iiih…!». Uno e fa 18. Lo capisco dalla foto, questa ragazzina ha bisogno di tanta buona pizzicologiaoaaah..! Portamela in curaaaammmh..!

«Ma, che state a fare?!». Vedi? Questo è il tuo moralismo esagerato, e quindi nevrotico… A proposito, mi puoi prestare 11.000 euro? Poi te li restituisco; forse. In contanti: a mamma non ci dire niente però. «Uh». E già che ci sei anche qualche mobile fine Ottocento, così faccio bella figura con mia moglie. Ti conviene, che piglia e perdi a me, impazzisci: tutti gli psicologi di Bari non capiscono niente, io sono l’unico vero Pizzicologo da qua a Oslo. Eh eh eh, vedi?, pure qua sta la mia fine abilità pizzicologica. «E chi siete: Mago Nicola? Ma, veramente, a ‘sto punto è molto più brava in pizzicologia Wanna Marchi. Forse vi confondete di mestiere».

Curati, prima che la nevrosi ti freca! «Lo farei di cuore il regalo, a voi che mi salvate, ma al Comune è più difficile arrubbare i soldi mo. Vi posso affidare il Progetto metropolita salute mentale Bari Psiché». Va bbùn’. Potresti pure far comprare copie del mio famoso libro, La mamm’ è sempre la mamm’, edito dalla casa editrice cinese Fratelli Caterza & Figli, resa famosa dal filosofo Benedetto Groce. «Ok». Sai, un paziente mi deve 100 euro, è sparito: che persona squallida. «Eh, dottore, stanno tanta brutta gente in giro». Eh, sì sì. «Comunque grazie alla vostra pizzicoterapia mi è uscito un altro complesso brutto brutto. Il complesso di Michele Emiliano. Come lo vedo piango. Come mi fa: oùuu cretin’!, subito mi faccio la puppù addosso e tento il suicidio». Eh bello mio, tu devi fare uomo e guarisci tutto, non femminetta che piange gnè-gnè-gnè. Devi superare il complesso del padre che poi dietro sta la madre, la zia della nuora della nonna, il bambino che è in te che piange, si fa la pisciatura addosso…

«Dottore, grazie della spiegazione scientifica, ma che devo fare?». Tu come quello ti si avvicina, invece di frignare e tentare di menarti abbasso al Canalone, piglia e ti fai la pugnetta, la pippa: masturbatio diversiva, diciamo noi in psicologese, credo. E vedi che MichelEmiglién rimane come a ‘nu scème, lo spiazzi. Eh sì sì… Zzz… zzz… «Ma, dottore, state a dormire!». Roonf… ro o n f … «E russate pure! Svegliatevi!». Eh..? Uaieiu ehm, ehm uh…No, sono sveglio, mi stavo concentrando. Dicevamo, quindi, tu, che sei MichelEmiglién’, tieni paura di Decaro, tieni questo problema. «Dottor’ io sono Decaro non Emiliano!». Vabbè, questa è la nevrosi che ti fa vedere una cosa per l’altra. Non capisci? Beh, l’ora è finita, ci vediamo la settimana prossima. Però stavolta sopra al Comune. Tanto oramai siamo amici.

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