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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 10:53

Votate per Capa Tonda a queste folli primarie

capa tonda di ALBERTO SELVAGGI

Non starò qui a ricordarVi che, in nome dell’ideologia nazicomunista e cattosatanica, sono candidato alle primarie del centrosinistra assieme agli altri tre in gara: è bastata un’aggiustatina al nome del mio partito polimorfo Rifondazione Ricottara (RR), momentaneamente riciclato in Rifondazione Democratica Associata. Non voglio sfruttare questo spazio per invitarVi a votare per me oggi sulla scheda, a scrivere «Capa Tonda» e giammai i nomi degli sfidanti Capa Quadrata Antonio Decaro, Giangiacomo Ulivieri (Giacomo Olivieri) ed Elio Sannicandro. Né per annunciare che ho pronti in cassa per Voi ben più dei 5 euro – una miseria, vergognatevi – che, secondo esponenti democratici quali Guglielmo Minervini assessore alla Trasparenza Oscurata, pare qualcuno stia rifilando agli elettori allocchi incapaci di contrattare.

Non voglio esortarVi a un voto risolutivo e insieme protestatario (10 euro a testa e pace, passate da casa). Bensì metterVi a parte di una novità: ho coagulato le iniziative dell’associazionismo giovanile per delinquere nella società di comunicazione De Forma, sede via Putignani 128, prospiciente alla Con Forma, asservita alle ideologie della morale: nell’intercapedine fra primo e secondo piano (non andate a sbirciare sul citofono perché tutto s’adempie nell’anonimato). Ripagando con un contrattino trimestrale lo spirito di iniziativa, di sacrificio, di abiezion… scusate, volevo dire, di abnegazione di questi pubblicitari che promuovono il sottoscritto Ill.mo Viscont Esim. Gran Ricottar, che nulla sarebbe senza la linfa di Voi giovani deprivati, disperati, spetacchiati, costretti a spacciare per procacciarVi il pane, a flasharVi impasticcandoVi per non ammenarVi abbascio: Giovani (il maiuscolo s’impone) che sono il futuro di Bari, salvezza per noi cartapecore tremolanti pel rigetto da Viagra! Grazie ai loro buoni uffici Decaro mi ha concesso di comparire su manifesto elettorale in sella a un tandem alle spalle di Pietro Petruccetti (Petruzzelli), l’ex candidato auto-rottamato, suo sostenitore alle primarie. Era il mio sogno. E ancora adesso nel raccontarlo provo un’emozione grande.

Taluni mi hanno segnalato che l’onorevole pd avrebbe copiato pari pari la posa fotografica e lo slogan «differenze generazionali», schiaffando al posto della mia capoccia a mongolfiera il suo cranio martellato. Ci sono rimasto male, ma non sono certo il tipo da adire le vie illegali o perorare l’avvelenamento putiniano. La politica è un gioco incasellato tra l’abisso e le ambiguità mirate o casuali. Nessuno, per esempio, ha storto il naso perché Domenico Di Paola ha piantato il suo comitato di via Calefati proprio dov’era il negozio di mobili «De Rosa - Emiliano», del quale Simeone Di Cagno Abbrescia è proprietario. Né quando il comune allestitore giovedì ha consegnato per errore il materiale ordinato da Capa Quadrata al candidato sindaco del centro-destra, Sua Marchesità. Nella contesa del centrosinistra sono rimasto deluso dalla tirchieria dimostrata nel voto di scambio, l’ho già detto chiaro.

Altri aspetti invece mi hanno arricchito politicamente, tanto. Giangiacomo Ulivieri, ad esempio, non si è accontentato di creare un sistema capillare elettorale «a strascico». Senza neppure vantarsi di essere uno dei fondatori del Wwf e finanziatore occulto (e dillo, Ulivieri!) della Lav, ha fatto fisioterapia davanti alle telecamere a una coppia di bastardini operati a Villa Bianca, ha uggiolato in streaming per commuovere le masse e ha aperto una fondazione per creare nel Burundi la Casa di cura per criceti spastici.

Durante il battage mi sono beccato una denuncia (fa titolo) da alcuni moralisti perché ho aperto un call center porno 899 per esortare a votarmi. Ma dico, nessuno ha pensato che – al pari di certi candidati - aiuto con 1300 euro al mese studentesse fuorisede e casalinghe alla fame? Ho ricevuto anche una minaccia di querela per avere affittato oggi nove pullman (mica 12 come qualcun altro) con fermata nelle sedi elettorali, carichi di sostenitori forniti dal centrodestra su accordi trasversali. Idem quando sui banchetti ho offerto birra con mescalina distillata. Neanche un rimbrotto, invece, contro chi l’ha smollata doppio malto. Guardo con favore al fatto che, sotto lo slogan «il buon senso al potere», abbiamo già una figura ideale per l’assessorato alla Cultura: Anna Macchi, la donna delle pulizie che ha buttato via quelle schifezze (presunte opere d’arte per un disvalore di 12.000 euro) in mostra nella Sala Murat. Brava! Nonché un tecnico valido per il Bilancio: il direttore di filiale bancaria protagonista del giallo dei milioni scomparsi.

Comunque, bando alle ciance, anch’io so che «Bari ed i Baresi non possono e non vogliono più aspettare». Che volete, «è un sentimento che sento forte e per me sarà irrinunciabile». Oggi alle primarie votate Capa Tonda e basta. E diffidate sempre dalle imitazioni, in ogni schieramento elettorale. Sono io l’unico, vero, il migliore ricottaro.

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