Domenica 22 Luglio 2018 | 20:31

Bari, nasce il partito Rifondazione Ricottara

Bari, nasce il partito Rifondazione Ricottara
di ALBERTO SELVAGGI

BARI - Torno, con la stessa Capa Tonda che il cinismo politico mi ha assegnato, per dirVi grazie. Sono toccato, compagni, amici, camerati, dal consenso e dalle esortazioni di tanti fra Voi, tanti… (pausa di lacrimazione indotta da peperoncino spray) che mi hanno scritto, talvolta anche pomiciato, da quando domenica scorsa in questa rubrichetta, in nome del mio titolo di Visconte Cav. Esimio Gran Ricottar, ho annunciato la mia candidatura a sindaco di Bari.

Vivo una grande emozione. A dir la veritade, non mi sento del tutto adeguato al compito. E se ho – dopo la sortita teatrale - iniziato sul serio a pensarci non è tanto per l’sms che l’on. Antonio Decaro Capa Quadrata, procacciandosi il mio numero di cellulare, mi ha inviato alle 10,15 del 26 gennaio: «Se scendi in campo tu, mi ritiro. Ti cedo la mia capa a cubo per segnare gli angoli del campo»; ma grazie alla forza, al sostegno che Voi mi avete dato. Vi sento vicini (Madonna del Carmine quanto sono abietto, chi se lo immaginava…), sento il Vostro affetto… Vi amo! (altra pausa di commozione indotta dalla natura costitutiva del vir politicus: l’autoipocrisia e l’egotismo sfrenato). Tanto che posso dire che, se voglio farcela, se posso farcela, se devo farcela, è come se Voi stessi voleste, potrebbe, doverest… (scusate, mi sono impappinato), sedendo poi meco sul trono del caseificio municipale.

Pertanto annuncio al mondo, al Canalone, ‘o Cep e agli uragani, la fondazione del partito della Rifondazione Ricottara. Nel cui simbolo, che presento in questa giornata santa, campeggia il latticino del magna magna, circonfuso di lume aureolare. A piè occhieggia la microbica immagine giallo oro monetario di Capa Tonda, fondatore, maestro del relativismo politico immoralmente morale. Sono io, ovviamente, il candidato che dovete votare, con impresso sul petto il simbolo dell’unica verità emersa dal pensiero occidentale: la pagnotta, l’euro, nella fattispecie del nostro mercato.

Per le firme non c’è stato problema: tutte false e vergate variate dalle mie multiple personalità nazimarxiste e cattosataniche. Ho seguito la scuola Pd, più raffinata e ipocrita di quella di Forza «Itaglia», ammaestrando fin d’ora nella prestidigitazione scrutatori e presidenti di seggio dai canini sguainati. Per la scelta del nome ho commissionato sondaggi. Ero indeciso tra Realtà Ricottara - ma ho l’impressione che esista già - e Democrazia Ricottara. Alfine ho optato per Rifondazione Ricottara, perché vedo da un po’ i princìpi lattari insidiati da idioti fanatici, per cui vanno rifondati, e perché il nome richiama polemicamente un partito ancora poco contaminato, avendo poche fustelle da maneggiare.

La campagna elettorale, che illustrerò man mano a singhiozzo in questi miei Quadretti Selvaggi fino allo spoglio di maggio, è già orchestrata per tappe. Viene finanziata su bilanci traslucidi, migliori dei trasparenti, risolvendosi nel riverbero ottico della nudità imperscrutabile. Per slogan e grafica – al tempo vedrete anche volantini e manifesti in città - ho consultato l’agenzia Con Forma di Bari. Ha esperienza in campagne per Bertinotti, Vendòla, Santa Chiara, Emiliano. Ma ovviamente la mia Capa a melone da Super Santos – affine a quelle di Goebbels in campo mediatico e di Goering in quello culturale - può dare lezioni a ‘sti poveri mortali: sto già seguendo un corso degenerativo di dizione nell’Accademia Inflessioni Brutali, via Napoli, dove credo abbiano studiato pure il sindaco e Decaro. Per lo staff, imitando lo stile pidino, ho selezionato una serie di «nulli», cioè amorfi standardizzati, irreggimentati a ripetere come registratori originalissimi leitmotiv progressisti moraleggianti che si concretizzano poi nel ricottame gestito dai mastri casari. Volevo con me uno giovane con il piercing nella recchia (è ancora là, è fantastico!, in manifesto gigante sul primo isolato di via Putignani quale candidato alle primarie dei democratici auto-rottamatosi), tale Pietro Petruzzelli (e chi è?, direte Voi; boh, che ne so). Ma ha risposto che si era già ben sistemato. Apprezzavo molto anche Giacomo Olivieri, uno di sinistra vecchio stampo, ma dice che vuol fare tutto da solo: e fa’ da solo, fai!

I negozianti morti di fame li ho zittiti infilando ricottoni ammucquati nelle loro bocche semiaperte dai «mah, Capa Tonda, non so se schierarmi dalla tua parte, dipende a me che mi dai». E sono già venduti alla mia levantinissima parte. Ma delle dinamiche di raccolta voti, dello statuto stilato col copia e incolla classico, dell’organizzazione interna del partito vi dirò domenica prossima, maccheroni beoti che non siete altro.

Bene. E adesso lasciatemi, maledizione. Sono troppo preso dal mio impegno politico: andatevene! E ricordate: votate Crapa a pallone, capolista per Rifondazione Recuttara.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

GDM.TV

Bari, avvistato grosso topo a Pane e Pomodoro: tranquilli è una bufala

Bari, avvistato grosso topo a Pane e Pomodoro: tranquilli è una bufala

 
Locorotondo, così il suocero tentòdi uccide il genero: «Sei morto»

Locorotondo, così il suocero tentò di uccidere il genero: «Sei morto»

 
Faida garganica, omicidio in pieno giorno a San Ferdinando

Faida garganica, omicidio in pieno giorno a San Ferdinando

 
Bari, donna prigioniera del fuoco in casa. le grida di aiuto

Bari, incendio e paura a Japigia. Le grida, il salvataggio e le testimonianze

 
Bari ai baresi

Bari ai baresi? I sogni e le voci dei biancorossi

 
Maxi sequestro a Lecce

Lecce, maxi sequestro di anabolizzanti: 500mila pasticche in un garage VIDEO

 
Commento fallimento Baricalcio di Fabrizio Nitti

Nitti (Gazzetta): «Troppo tardi. Evidenti colpe di chi ha gestito»

1commento

 
La sciarpata, l'inno, l'emozioneSulle note si «insegue un sogno»

La sciarpata, l'inno, l'emozione. Sulle note si «insegue un sogno»

 

PHOTONEWS