Cerca

Giovedì 18 Gennaio 2018 | 11:04

Capa Tonda in campo candidato sindaco contro Capa Quadrata

Capa Tonda in campo candidato sindaco contro Capa Quadrata
di ALBERTO SELVAGGI

Gentili elettori caprèun (caproni): salve. Come ricorderete, nella chiusa della rubrica di domenica scorsa dedicata all’imperatore voto e al ricottame, preannunciavo la ufficializzazione dell’ultimo e ancora ignoto candidato sindaco di Bari. Bene: sono qua. Forte della Capa Tonda che mi è valsa anche il nome di battaglia elettorale; forte dell’impegno e dell’utilità sociale esternati in vari scritti gazzettari e in questo mio spazio ora ilare ora tragico; solidificato (?) (mah…) nelle battaglie in favore dell’integrazione e della plebaglia; soprattutto saldo nella coerenza politica dimostrata per Forza Itaglia (con la gi), nuovo Partito comunista, Fronte armato proletario, Casa Pound, Udc, Sel, ovvero Pd diversamente abile, Ku Klux Klan Polignano a Mare e White Power Acquaviva delle Fonti da me fondati. E in qualità di fervente cattolico filo-satanista acido animista indù zoroastriano buddista (islamico non lo scrivo sennò mi poggiano una lama sulla giugulare) luterano piagnone (erano i gruppi interpreti del pensiero di Savonarola) crowleyano lefebvriano latinista reazionario: mi candido. È stata una decisione sofferta, ma, come direbbe l’ei fu ammirabile cranio pelato, irrevocabile.

Dopo il non del tutto povero in canna Domenico Di Paola, dopo «Desirètte» cioè Desirée Digeronimo pm charmant, dopo il contrastato avv. Marco Cornaro e gli ugualmente famosi Costantino Monteleone ed Eugenio Lombardi; dopo Filippo Melchiorre, Elio Sannicandro, e consegnatosi al badante a sua volta badato da Michele Emiliano quello giovane con piercing nella recchia e barba (dimentico sempre il nome, ah già, Pietro Petruzzelli); dopo il neo-animalista Giacomo Olivieri proteiforme come il Caos, e soprattutto dopo Capa Quadrata Antonio Decaro che lima il suo cubo, cioè affila le armi, e considero per la conformazione della capoccia mio avversario principale, vi buscate ‘sta Crapa Tonda melonata.

Dall’alto della mia perfetione (con la ti) miro ‘sti fessacchiotti candidati e, con posa piratesca a gambe larghe, o erculea da film peplum tipo Sansone e Dalila, con lo petto ridondante e i pugni chiusi faccio stentoreo: «Ah ah ah! Ah (pausa) ah (pausa) ah!». E già li veggio sbiancare mentre spariglio i complotti elettorali e domandarsi: chi ha pagato Capa a pallone per fare la cacchiola a tutti quanti? «Ah ah ah! Ah… ah… ah..!» (e insiste…): stolidi! Niuno mi foraggia, la natura delle cose l’ha ordinato. Ho tutto del perfetto candidato di Bari. La mia sfericità si conforma a qualunque circostanza, ben più di un Capa Quadrata limitato dalla struttura angolare (anzi, vieni qua, Decaro a mamma, lasciati assestare una bella serie di calate ché da tempo volevo farlo: clop, clop, clop!), perpetrando la tradizione locale che ci vuole tutti morotei nel trionfare di Aldo, poi tutti lattanziani, quindi craxiani «grazie, Bari», poi tatarelliani e poi fittiani, e per qualche giorno grillini mentre parevano sbaragliare, e adesso renziani.

Ho fatto del paradosso il mio marchio. Tipo: mi scaglio contro i ciclisti sul giornale quando in realtà vado in bici fin dai primi Novanta. Mi avvento sugli amici avvocati che si azzuffano per difendermi gratis. Schifo le boutique e il Murat nei quali sguazzo, e che amo riamato. Inneggio alla segregazione mentre smollo gratis per un mese e mezzo a dei negri poveri una casetta a Polignano. Moralizzeggio a braccetto con faccendieri iridati drogandomi di corruzione riccastra. Anelo al candore ma pappa e ciccia con ciniche bisessuali. E così in tutto, sempre, da sempre, politico nato. Pur senza esercitare potere di fatto, bensì godendone l’essenza grazie a una piccola fama, ho già ricevuto il titolo onorifico di Cav. Esimio Gran Ricottar, che da noi suona meglio di Grand’Ufficial: «Ah, cuss’ è recottar fort’, è ker nùt’ quindi ci può dare qualche cosa pure a noi».

Esempio: alcuni negozi mi sganciano vestiti aggràtis per pubblicizzare marchi «tendenziali». Sgroscio cene e pranzi e biglietti di spettacoli, sedute psicoterapeutiche e altro. Qualche potente mi ha offerto mazzettoni per venire menzionato e mica ricordo se per caso li ho intascati. Rigurgito ittico più di Michele Emiliano e trovo talvolta in dono direttamente in pescheria soprattutto scampi, fragolini e carpacci di scorfano e sarago da due noti personaggi bipartisan. Mi avvalgo di validi telefonisti Ilva quando mi sento sinistro ecologico e libertario. Nel sesso qualunquistico e nell’oscenità, presupposti ad alta azione elettorale, godo di vasta fama: su un periodico venni definito «noto saggista porno» (grande!) da un collega avvelenato, più di recente «pornografo contemplativo» (genio puro) da un altro.
Grazie ai miei scritti pornopolitici del passato, alle più recenti esternazioni in tema di sederi baresi (quelle sui peni sono state – giustamente - dal direttore cestinate), ho acquisito il ruolo di confidente sessuale e procacciatore di contatti porno per qualche notabile. Sono Capa Tonda. Contengo tutto quello che ingloba la forma circolare. Sono ciò che vi serve e che cercate. Sono l’ombra aerostatica; la silhouette di luna piena butterata da invisibili voragini che si distenderà sul ventre aperto della vostra scheda elettorale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400