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Sabato 20 Gennaio 2018 | 10:19

Vi presento Lady Deretania donna vera e finta divinità

Vi presento Lady Deretania donna vera e finta divinità
di ALBERTO SELVAGGI

Avevo dedicato la rubrica della domenica passata alle mie lettrici-spasimanti, sviluppando preziosi argomenti quali l’amicizia con Rocco Siffredi e le dimensioni proboscidee delli membri in gare adolescenziali. Mi sono perciò attirato qualche critica dagli intellettuali. E financo talune fra le mie ragazze (vi amo tutte, stolide!), aduse a dedicarmi letterucce e biglietti palpitanti, mi si sono rivoltate contro nei commenti online. Perciò, lungi dal perdere il consenso guadagnato, ho deciso di proporre un tema ancor più elevato: la «prova sedere» per la stagione balneare. Sappiate che coltivo amicizia con una donna - o ragazzina, dato che le plasticherie l’hanno mummificata -, animata da grandi ideali: il panaro. Non posso rivelare il suo nome. Bensì soltanto il nomignolo che le affibbiai: «Deretania». O «Dere», o «Tania», per i fidati.

Ella è politicamente impegnata («Madonna Santa come sono brutti i poveri»), sviluppa il suo ingegno quanto una gallina drogata. Molto colta, legge Chi (soltanto le figure), Vanity Fair, InStyle, Glamour, dilapida dalla nascita i soldi del padre e ha una tale originalità di pensiero, una personalità così carismatica, un’espressione talmente attrattiva che potrebbe aspirare tranquillamente a una candidatura nel Pd pugliese. Anzi nazionale.

Ma ella mai sottrarrebbe tempo al suo unico fine di vita e impegno quotidiano: curare con ogni mezzo il perfetto melone, sempre perfezionabile, in contatto satellitare per l’analisi delle curvature coi tecnici della Nasa. Deretania a Bari in materia di glutei non ha eguali. Può dar lezione a chirurghi estetici lipocavitazionari, istruttori fitness, bioscultori cyborg, astrofisici delle derivate circonferenziali. Una ricerca quasi ascetica che vengo chiamato periodicamente a monitorare («che dici? Come prima? Meglio, peggio?») armato di BodyMetrix 2000, plicometro digitale per il calcolo bioimpedenziometrico delle masse, oltre che di dito indice da affondare, anche davanti al fidanzato, o ai genitori non privi di humor amaro: «Andiamo orgogliosi di questa figlia che adesso, grazie ai suoi meriti umanitari e intellettuali, si appresta a salire agli onori della cronaca».

Deretania si identifica completamente con la componente che antropologi, sociologi e psicologi definiscono «fondamentale nella scelta del partner». E il suo stesso compagno a corrente alternata, tutto denaro, bellezza, ilare cinismo charmant e disinvoltura morale, dietro al sarcasmo cela un destino d’uomo magato dalle doti speculative di Tania. Quando gli propongo: «Facciamo immortalare Dere per la Gazzetta dai fotoreporter di Luca Turi, che sicuramente si arraperanno», egli ribatte, «non serve, abbiamo foto di culi come se piovesse». Che è in effetti la parte che primeggia negli album.

Le amiche non riconoscono Deretania per strada se non «dalla parte più bassa », come aborrivano i teologi medievali. «Davvero, non la salutiamo», scherza Giovanna, altra perla da 1000 euro al mese in trattamenti estetici integrati. E se un bel giorno la convessità di questa quarantunenne cedesse all’attrazione gravitazionale, la troveremmo spiattellata sull’asfalto dopo un volo dal superattico: «Mi uccido».

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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