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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 16:01

L'«altro» San Valentino «Papà separato, festeggia col figlio che non vedi più»

L'«altro» San Valentino «Papà separato, festeggia col figlio che non vedi più»
di ALBERTO SELVAGGI 

Ti ricordi quando entravi non senza emozione nel Poliambulatorio 23, alle spalle di una casa di cura del capoluogo, per seguire il «Percorso di preparazione alla nascita – Incontri orientati all’apprendimento del mestiere di genitori»? Era come un San Valentino ogni giorno, questa specie di santo che festeggiamo oggi; anzi, quasi quasi ti faccio gli auguri, padre esiliato, abbattuto, non di rado accattone, separato da un figlio dopo una guerra feroce. 

Il putto alato che scocca dardi nei cuori ti sorrideva sull’ingresso verdognolo. Sotto le piante dei piedi sentivi l’umido dell’a m o re, avvertivi pulsare il ventre della tua signora. Entravate di corsa, si fa tutto di corsa, una decina di giorni di lezioni, 100 euro e passa la paura, coi sorrisi in bocca che si diluivano meglio delle gocce di Ansiolin e Prozac che assumi ora. Finché anche la soap-opera, il serial televisivo che oggi è l’esistenza di tutti si è concluso in sequenze col turbo. E adesso sei qui, e piangi leggendo questa mia lettera che tieni come un brano d’anima tua, e implori, adesso che sei uno dei 2.500 padri in rotta di Bari e dintorni, uno dei 10.000 della regione. 

Povero idiota. Povero illuso. Per venir fuori dalle sabbie mobili maneggi il Manuale del papà separatodi Maurizio Quilici, consulti il network paternita. info di Fabio Barzagli, guru gemellato con la terra nostra. E hai chiesto aiuto all’associazione onlus «Papà separati dai figli - Puglia» (Anps), a Bari, 200 iscritti e un’utenza di migliaia d’uomini senza bussola. Con la psicologa hai fatto scena muta. Con i legali no: ti ha accompagnato tua sorella, un classico fra gli imbarcati sull’arca del diluvio. 

Consulto Ubf, operatori economici. Assegno di mantenimento, li mortacci sua. Sei ore alla settimana da gestire coi pargoli tuoi: segui i corsi organizzati dallo staff del presidente Giancarlo Ragone, stirare, rammendare, cucire un bottone, preparare il menù. Di notte ti viene in sogno il sorriso vincitore di Annamaria Bernardini de Pace: un’epigona della matrimonialista più famosa della tivù ha messo nel sacco te e il tuo avvocato beota. Un amico ti aveva avvertito: «Se divorzi sei morto, diventi povero, il figlio va in appalto alla donna, si cucca tutto». La Caritas fornisce pasti ai separati finiti sotto i ponti. 

A Bari ne saluti tanti che chiedono un piatto alle suore di Calcutta ai piedi del cavalcavia di corso Cavour. Altri - tendenza d’oggi - galleggiano da mantenuti. Perfino tu, messo benino finora, hai lasciato i remi nel mar nero della depressione, lavori male e poco, sopravvivi in casa di mamma e babbuccio. A Taranto hanno completato uno studio: i padri separati sono entrati nella «top» dei nuovi poveri. E l’amore? Dico, è San Valentino: e l’amore? Non mi dicesti che hai una storia sbilenca con quella trentaduenne parzialmente bona? Facevi cilecca le prime volte: «Mai accaduto». Ingolla il Viagra, guarda il blu del mondo. I giovani fino ai 40 anni sono i più desiderosi di ritagliarsi un rapporto genitoriale solido. 

Di riflesso patiscono anche i nonni: «Non possiamo vedere i nostri nipoti». Le cose filano meno peggio dal varo della legge sull’affidamento condiviso (nel 2002 a Bari erano 1.455 i minori affidati alle madri e stop). Si registrano casi più numerosi di «collocazione prevalente presso il padre», stabilita la comunione. Ma il coperchio geme sotto le spinte della pressione. 

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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