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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 20:29

«Michele Misseri candidato ideale alle politiche»

di ALBERTO SELVAGGI

Zi’ Miche’! Ciao. Sono io, uno dei tanti elettori che ti ama. E così quando ho letto che eri in lista per le politiche di febbraio sono stato contento pure se è una panzana, pure se si trattava di un falso comunicato, pure se la Lista pensionati allocata in un’agenzia di pompe funebri non esiste né esisterà mai. Perché la burla mi è sembrata probante. Perché nessuno rappresenta meglio di Michele Misseri il candidato ideale italiano.

Non fare la faccia di Sabrina, Miche’, non guardarmi male, per lo diamine, ché quant’è vero Iddio non sto scherzando. Come ogni politico della Quarta Repubblica Fallimentare sei una figura surreale. Ci sei, esisti, mangi, ma crederci è più faticoso che tirare l’aratro. Come tanti candidati che in questi giorni si affannano, di punto in bianco hai lasciato le zolle, hai schiaffato la cord... cioè la zappa nel garage e ti sei presentato alle tv con un’arietta che nemmanco Giuliano Amato, quel turaccioletto che galleggiava fra i guadi. Sapiente, controllato, ingalluzzito, raffinato d’emblée su nuovo smalto, altro che braconi da lavoro e scarpe infangate: la giacchettuzza, il pantaloncino, la smorfietta di superiore degnazione malcelata, e quegli occhiali da intellettuale post-moderno, anzi a-rurale, che prima nessuno ti aveva visto mai.

Sai piangere davanti alle telecamere, sai commuovere con afflato vendoliano o quasi. Vivi sul piccolo schermo più che nell’aldiqua, tanto che in apparizioni a reti unificate hai soppiantato Monti e Casini e Di Petro e Bersani. E, ancora come i candidati ideali, hai di tua sponte, quasi per stizza manifestato l’arte della dichiarazione diversificata: prima una versione, che prelude all’altra, ma che sottintende la terza che la quarta richiama, e poi arriva la quinta, e sulla sesta non sei più schierato, e alla settima sei dall’altra parte ma per spiccare il volo verso il primitivo versante, e prima un legale, e dopo un altro, e smentita e denuncia adombrata, e questa è politica, zio Michele, che nun lo zai (sai)?

Acciderba. Mannaggia alla miseria ‘annaggia: lo so che il vero Partito dei pensionati ha smentito il tuo nome sulla lista di marcia, ma non dobbiamo dire quello che diciamo? Continuiamo. Oltre alle ore di presenza nella televita, esorbitanti, sei meglio di Berlusconi nel pilotare le telecamere che ti si piegano come asini al morso e sotto il basto. Fai scimunire ‘sti giornalisti pencolanti dalle tue labbra di forzato: «Io candidato? È una buffonata, non ne so niente, nessuno mi ha avvicinato». E io ti credo ti, sì ti credo sì Michele zio di tutti quanti, simulacro della politica italiana.

Ma oltre alla giostra dei comunicati stampa, delle versioni e dei colpi di teatro cadenti nelle fasce orarie dei telegiornali, ci sta un’altra cosa importante che ti fa campione fra i candidati: stai alla sbarra, Miche’, che forse ce ne scordiamo? Sei processato di brutto, sulla capa ti svolazzano come uccelletti tanti bei reati. Meglio ancora: tieni l’obbligo di firma nella caserma dei carramba. E allora, quanto è vera la Madonna che ci guarda, pure se non ti vuoi candidare, vengo io là ad Avetrana, ti piglio e ti schiaffo in lista sano sano, e vedrai allora per le strade che fanfara, e sentirai nei comitati elettorali quanti «mannaggia, Michele Misseri è sceso in campo, quello ci fa secchi tutti quanti».

E ridiamone, Michele, con Cosima e Sabrina nell’ora d’aria: e ridiamone Miche’ di quei quattro rivali politici scalzacani. Che non tengono un mestiere come te, ma tu ne vuoi 40 uno sull’altro. Ridiamone, fantastico contadino di Avetrana, prima che si cominci a piangere.

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