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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 00:46

La Bari struggente anni ’80 e di Toti & Tata

Mese dei morti, novembre. Ciò che è estinto vive nella memoria, anche se vegeto. Amarcord della Bari dei passati decenni. Perché non ci sono più i drogati lungo viale Europa e i ricettatori nelle cantine? Com’era bello vederli. Perché non c’è più al Madonnella la spacciatrice? Quanto ci piaceva. Perché non danno ai tossici le stanze a Bari vecchia per fare sesso e farsi le pere? Il mondo s’è prosciugato di romanticismo, compreso quello malevolo. Il piccolo mondo che ci cullava e ci rendeva felici. 

Dove sei, immortale, corto, fierissimo e muto pizzaiolo Gigino davanti al Castello? Dove le pennellate di strutto che s’impossessavano delle papille? Dove giù nel fossato le carte imbrattate che si portava il vento? È vero, gli zombie là assisi aggomitolati in forma di «gi» puzzavano di cadavere fresco. Ma quando li vedevi sbrodolanti di pomodoro e mozzarella fondente, o più in là stravolti d’eroina a Pellecchia sapevi che quella era vita ed eri contento. Dov’è il Cellar di via Principe Amedeo, che i frequentatori pronunciavano «d-Cellar» manducando da Mike il panino previo? Dov’è quella scala in discesa, dove la moquette? Dove il Privè, poi Altro Sottano, che selezionava ulteriormente le classi per censo? Dove il Camelot poi Jimmy’z, il Renoir, il Kabuki, il Gilda-Virgin con Pinuccio Tatarella dancer? Il Neo Club in Poggiofranco, l’Hokum dei fasci con la strobosfera, assaltato dai comunisti con pietre? 

Santa Esmeralda, Disco Inferno. Il Rainbow e lo Snoopy 80 luoghi di leggenda. Il C’est la vie con Sylvester, vicino a Zum Zum, prima rosticceria al sapore d’America. Il Merendero coi primi trans e bisex, Cocoloco new wavers. Il Casablanca verso Valenzano che battezzò il trendy del pubblico bacio gay. Dove sono il Pan e il Penthouse? Dove i locali ingrigiti di fumo, scalcinati spesso, Gymmoving, Rimini, il Pellicano, Caffè Voltaire? Dove sono l’Arca di Noè con la gente che ballava sui tavolini, la Piccola Oasi d’estate e d’inverno, Villa Lumière, l’Esperanto prima cucina etno, il Fortino babele, il Caffè sotto il mare, la Taverna del Maltese di via Netti che ha fatto la cultura di Bari davvero? 

Dove il Re Artù con la portaccia di ferro, privo di sistemi di sicurezza ma riboccante d’estro, in cui Toti & Tata sotto il nome di U.S.T. (United States of Terronia) in quartetto mossero i primi passi con la «comitiva del Parco» di via Fanelli? Dove la Dolce Vita, cabaret che contendeva la palma al Derby? Dov’è il vero, unico, leggendario «Giardino», ossia piazza Umberto, rosso di fede e gravato di «ero»? Dov’è Armando che negli alberi vedeva coccodrilli di cioccolata e componeva le più belle canzoni fra i compagni di sempre («Io non sono il buon Gesù »)? 

Dove piazza San Ferdinando, Poggiofranco, fortilizi dei camerati, dove gli assalti alla sezione Passaquindici del Msi? Dove le fughe, le catene, le risse? Dove sono i primi omini del metal, i punk, gli sputi, e in pieno concerto il sesso sui divanetti? D ov ’è l’amore, dove il giudizio, accidenti? Dove i notabili del Trampolino, del Tennis, della Vela? Dove le scazzottate tra il negoziante re Mida e il primario per corna tra presunti amici? Dove le sfuriate per soldi mai restituiti? D ov ’è l’Unione, dov’è il Circolo? Dove la prima sala giochi elettronici Dribbling, seguita a pochi isolati su viale Unità d’Italia da Play & Replay? Dov’è il Caballero 50 cc. con la marmitta che crepita e sul serbatoio borsetto di serie, dove sono il Corsarino e l’Aspes, Honda XL, Mv Agusta, Vespa 125, il Garelli, il Ciao, Benelli 2C, Laverda 1000, Kawasaki 750 e KH 400, camicia sbottonata, capelli al vento? Dove le ragazze bellissime del Bar Esperia, comitiva che faceva Leggi razziali, poi retrocessa a Rossetti? Dove le rivali del Bar Moderno, dell’area prospiciente e stradoni verdi? Dove il nucleo eccentrico di Match Ball? Dove i ganzi carichi a moneta? Ditemi dove siete finiti: che fate? Ingegneri, architetti, avvocati, commercialisti, ai domiciliari o rinviati a giudizio? Rappresentanti, vigili, defraudati, divorziati vizziti o seppelliti? Dove siete? Se siete ancora, fischiate. E frignate con me sul Muro del pianto che hanno snaturato con pittura molecolare appena testata per il commercio.

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