Domenica 22 Luglio 2018 | 22:19

«Cari psicologi della Puglia fatemi un bello scontone»

«Cari psicologi della Puglia fatemi un bello scontone»
di ALBERTO SELVAGGI 

Gent.mo Graz.mo Dr. Giuseppe Luigi Palma Presidente dell’Ordine degli psicologi nazionale e della Puglia. Le scrivo congedando il Mese dedicato al benessere pizzicologico. Ho un problema, più d’uno. Ho consolidato in un tracciato dei neuroni l’atto compulsivo di entrare in redazione a passo di gambero baciando sette volte il santino di Padre Pio donatomi da «Nembo», tipografo. Questo rituale suscita un certo disagio nei colleghi giornalisti, tecnici, impiegati tutti. 

Il vero problema è tuttavia sorto dal costume di portare, contro la pioggia o il sole, ombrellini da bambina dai vividi colori. E questo, in nome del Manuale diagnostico IV, ha scatenato proteste e provvedimenti di rigore: «Selvaggi va sottoposto a cura». Ora, e veniamo al nocciolo, sul penultimo numero di Psicopuglia , notiziario vostro, ho letto un suo editoriale lamentoso: «La crisi finanziaria ha determinato una ricaduta negativa sulla richiesta di prestazioni professionali psicologiche. Registriamo una flessione significativa della domanda in ambito libero-professionale e dell’offerta occupazionale nel privato accreditato e nel SSN pubblico». 

La metà di chi gioca da solo «è senza lavoro. I ricavi si sono ridotti ancor più in questo 2012». Sul campo, però, il suo appello non mi pare associabile a quelli starnazzati dalla Coldiretti dopo ogni siccità o diluvio. E dubito combaci a pieno col quadro di miseria che ci spingerebbe a infilare banconote nelle tasche degli pizzicologi sdraiati sotto ai ponti. La clientela s’è ridotta soprattutto nel senso che l’insolvenza e il differimento si diffondono. E perché il 28% del disagio è stato assorbito dall’ef ficacia degli psicofarmaci di ultima generazione, che costano l’unghia di un percorso di recupero. Il resto lo fanno riserve mentali peregrine non del tutto. Annoverate, temo più di altre categorie, anche millantatori, improvvisatori amorali dalle vite allucinatorie, dato che in psicologia il privato si travasa inesorabilmente nell’attività di studio. Alcuni rincoglioniti dissestati; squallidi arraffoni. E costoro scavano la fossa a chi ha abbracciato il mestiere con asettica, chirurgica, solida preparazione, gente che deontologicamente e professionalmente merita l’encomio. 

Vantate il più alto numero di disturbati fra tutti i lavoratori, come provano le statistiche sui numeri. E il perché è ovvio. Ma sul tema soldi per l’appunto richiamo la sua attenzione, Gent.mo Graz.mo Dr. Presidente dell’Ordine degli psicologi della Puglia. Ho scoperto che una seduta di psicoterapia costa dai 60 fino ai 200 euro con fattura. Che di sedute di solito ne occorrono un fiume. Che la Casagit (Cassa di assistenza giornalisti) ci concede il privilegio di 900 euro all’anno per i garbugli dell’ignoto, ma bastano a stento a informare l’analista del tuo nome. Perciò ho pensato ad alcune soluzioni: accendere un mutuo. Spacciare droghe. Ricattare i politici coi miei addentellati nell’informazione. Darmi alla prostituzione, anche se temo rimorchierei giusto qualche orbata o qualche orbo. O associarmi a un’amica sensuale caduta in depressione ritagliandomi il ruolo del pappa per le cure di ambedue. 

Ho scoperto, ancora, che Freud ha programmato un sistema commerciale sulle casseforti dell’upper-class: e tutti gli altri alla malora. Perché la sanità pubblica, purtroppo, lei sa come funziona. E non per causa vostra. Ho letto nelle bibbie che il trattamento psicologico può portare a nulla. Che gli stati di dipendenza generati per dolo o impreparazione sono più gravi di quelli degli psicopilloloni. E che, in casi di sfiga rara, la terapia può arrecare danni ulteriori per scivoloni maccheronici. Cioè, dopo avere sborsato un diluvio, stai peggio ancora. E devi pagare l’ennesimo strizzameningi che ti rattoppi rimediando ai disastri cagionati da chi l’ha preceduto. Ho scoperto che, a parte i professionisti meno efficaci o meno furbi, diversi campano benone. 

Che i nomi di successo in Puglia non sono affatto pochi. Ne ho conosciuti di eccellenti che scaraventano la clientela in eccesso dal balcone, che stilano liste d’attesa fino a un anno e più. Tanto che io stesso per venire ricevuto ho dovuto procurarmi una raccomandazione. Sì, raccomandazione. Quindi ho concluso che piuttosto che piangere miseria e chiedere venia ad autorità non preposte, vi basterebbe ribassare le tariffe per trovare in democrazia la soluzione; e conferire la spietatezza massima all’Ordine verso i trasgressori. Perché la spietatezza corrisponde alla pietas per i pazienti che vi chiedono aiuto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

GDM.TV

Bari, avvistato grosso topo a Pane e Pomodoro: tranquilli è una bufala

Bari, avvistato grosso topo a Pane e Pomodoro: tranquilli è una bufala

 
Locorotondo, così il suocero tentòdi uccide il genero: «Sei morto»

Locorotondo, così il suocero tentò di uccidere il genero: «Sei morto»

 
Faida garganica, omicidio in pieno giorno a San Ferdinando

Faida garganica, omicidio in pieno giorno a San Ferdinando

 
Bari, donna prigioniera del fuoco in casa. le grida di aiuto

Bari, incendio e paura a Japigia. Le grida, il salvataggio e le testimonianze

 
Bari ai baresi

Bari ai baresi? I sogni e le voci dei biancorossi

 
Maxi sequestro a Lecce

Lecce, maxi sequestro di anabolizzanti: 500mila pasticche in un garage VIDEO

 
Commento fallimento Baricalcio di Fabrizio Nitti

Nitti (Gazzetta): «Troppo tardi. Evidenti colpe di chi ha gestito»

1commento

 
La sciarpata, l'inno, l'emozioneSulle note si «insegue un sogno»

La sciarpata, l'inno, l'emozione. Sulle note si «insegue un sogno»

 

PHOTONEWS