Mercoledì 18 Luglio 2018 | 16:48

Noi, congelati e sepolti dalle nevicate viste in sogno

Noi, congelati e sepolti dalle nevicate viste in sogno
di ALBERTO SELVAGGI

BARI - Attenzione, attenzione: «Terrèimo scuole e uffici chiusi, un provvedimendo indispensabbile a tutela dell’incolumità pubblica», scandiva Michelemiglién’ (Michele Emiliano) con la bocca storta come Churchill sotto i bombardamenti a Londra. Elicotteri, carri armati, 150 spalatori Amiu cyborg, sacchi di sale sparsi e baresemente arrubbati ovunque: chiusi gli spazi aerei, numero verde, comando operativo alla polizia dell’urbe: «Uscite solo se necessario, indossate scarpe adatte per evitare scivoloni». Divieto di circolazione per gli scooter, per le auto «prive di catene e/o pneumatici termici»; senza specificare: in caso nevichi davvero e non in sogno. Un’ordinanza ribadita in questa fine settimana dal sindaco su Facebook: «Cittadini, domenica 12 notte si prevede neve, lunedì devo chiudere le scuole?». Risposte degli imberbi: «C’è bisogno di chiedere?» «Emiliano sta male, ha bisogno di aiuto» «Vogliamo le Olimpiadi invernali a Bari» «Dimettiti».

E mentre il coprifuoco, col vivificante danno economico, si estendeva ai quartieri in desertificazione, mentre soltanto spari di cecchini psicotici violavano il capoluogo muto, mentre i più apprensivi si muravano nei sotterranei con le scorte, mentre il colonnello Vitantonio Laricchia veniva issato su un pennone per recepire il meteo coi sensori che cela dietro agli auricolari padiglioni, Bari squallida faceva fessi ancora una volta tutti.

Plic plic, plic plic. Finito. Come scusa? Plic plic… Ploc. Basta: così ogni giorno. Un po’ di freddo, 3-4°, manco zero, più spesso 7-10°, fino ai 12° di ieri stile Tropici, quattro gocce di pioggia, sprazzi di sole, rarissimo nevischio acquoso, precipitazioni più fiacche di quelle dei cieli soliti. Alla faccia della «criticità idrogeologica ed idraulica» paventata dal Comitato d’emergenza dopo i summit.

Mentre l’hinterland, la provincia, la Puglia, l’Italia, l’Europa intera sono paralizzati dal gelo e dalla neve, Bari trionfa, lemme, ignava e stiracchiata come al solito. Bari dove niente è pregnante, neanche le catastrofi cosmiche. Da Gioia, Adelfia, Casamassima perfino gli inviati dei tigì si collegano da una settimana con facce di ibernati attoniti. Dal foggiano, dalla Basilicata rantolano altri stoccafissi col microfono. E mentre nel Nord si misurano -22° o più, il barese fa la faccia brutta causa incontinenza nubi: «Mòcche…». Si grattugia in volata le vergogne, si rassetta sul didietro i pantaloni e mena la caldaia a tramoto: «Dàll’ a strusc’». Quattro scivoli disabili da guadare come oceani torbidi, due manate per scrollare H2O dal cappotto e punto.

Tuttavia l’idea, la fabulazione sul maltempo violentatore ha cambiato la vita al cittadino avvezzo a tapparsi in casa già in caso di frescura. L’appropinquarsi dello spettro della neve a passo di Yeti (uùh, buùh..!) e la proiezione della sua stretta feroce hanno spinto l’Emiliano – fantastico, ne vogliamo ancora! - a chiedere il soccorso dei nuclei Nato interforze e i baresi a cambiare abitudini. In centro vagano soltanto nevropatici negletti o arditi che incedono come palombari plumbei. Un’atmosfera sinistra, più che artica, accoglie le auto dei provinciali cariche di neve sulle capote: «Madò». Passaggi evanescenti di lupi rumeni e orsi bulgari. I supermercati sono spogli come anziani da deporre nel tavuto: buste esaurite, soltanto cicorie ammuquate e pere necrotiche. I commercianti, già prostrati dalla crisi, vedono sfilare fantasmi, neppure il becco di un cliente incline alla rateizzazione.

Da lunedì andiamo avanti in questo modo. E se un domani i fiocchi spolverassero davvero il Lungomare fetoso, diamo per scontato che l’evacuazione di massa verso l’Africa sarebbe gestita da Imiglién’ (Emiliano) in persona secondo il Piano neve intercontinentale 2: «Cittadini, ascoltatemi, è il vostro sindaco che vi parla: vi invito a salire ordinatamente sopra ai vagoni antinucleari dentro alla stazione, evitate di mangiarvi le cozze crude, soprattutto se portate appresso bambini o vecchi mosci. Indossate solamente caschi omologati, mi raccomando: ci sarà l’incentivo acquisto del vostro premiato Comune».

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