Mercoledì 18 Luglio 2018 | 16:47

Zinghe e zanghe, i baresi contagiati dalla pizzica (E pure il sindaco Emiliano)

gatto randagiodi ALBERTO SELVAGGI

«Zinghe e zanghe, zinghe e zang». Come scusa? «Zinghe e zanghe, zinghe e zang». Ah, bello questo brano, me ne fate ascoltare un altro, ragazzi? «Certo: zinghe e zanghe, zinghe e zange, zinghe e zanghe, zinghe e zang». Mh… Continuate, orsù. «Zinghe e zang, zinghe e zang».

Trovomi in un pub barivecchiano, ingollo tranquillo parmigiana. Quand’ecco che quattro giovani dal look vendoliano s’aggrumano al centro della sala e, «zinghe e zanghe, zinghe e zang», attaccano a suonare pizzica indemoniata.

Maledizione; non sono che baresi travestiti da salentini del cavolo. Veggio tremolare la barbula del taverniere, salto su rappreso in viso da una maschera di sbigottimento, ma clienti in abiti d’artisti di strada, o impastranati in collettoni tamarri si levano dai tavoli dimenandosi. Dentro lo mucchio di vesti e di calcagni s’immortalano due vegliardi e una vecchia che niuno, in vero, a consesso avea chiamato. Sono più sincronizzati dei pronipoti che d’attorno sarabandano, scalciano passi incrociati e terzinati con ginocchi stridenti come rami, per cui aspetto che la concitazione li porti presto a stramazzare sotto la falce dell’infarto: medito di avventarmi col bastone sul primo boccheggiante per finirlo colpendo sempre nello stesso punto, come solevo colli nimici nel tempo trapassato.

Non posso citarvi il luogo, né il nome delle genti di cui resoconto perché sono stanco di venir querelato. Ma sappiate che gli anziani, ai quali davo sì e no due anni di vita ancora da campare, non cedono, anzi: invitano i riottosi a unirsi ai pizzicati: «E lei non balla?». «Non posso» rispondo con sorriso artificiale.

Questo «zinghe e zanghe» ha trainato carri turistici e portato denari in gran copia allu Salentu dannato. Ha lanciato artisti, surclassato la baresità. Tanto che perfino nella nostra cittade sorgono associazioni, centri di cultura, corsi di canto, tamburrieddhu e danza. Ovunque siedi, ovunque depositi le ossa macerate rischi di veder sbucare tarantati muniti di chitarre minacciose, organetti diatonici, violini, tamburelli, nacchere ostinate. E se ti azzardi a partecipare alla festa NewspaperGame della Gazzetta nel Petruzzelli sei costretto a vedere il primo cittadino di Bari unirsi ai Tamburellisti di Torrepaduli e inverecondamente dimenarsi.

Passa qualche giorno e mi busco un altro gruppo popolare in un caffè letterario del borgo medievale: la cantante libera con stupenda voce una nenia modugnese, a riprova che anche la nostra tradizione ha seminato perle nei campi. Ma anche in questo locale la febbre salentina irrompe scombinando i tavoli. Venerdì, ancor pieno d’odio per quella cultura intrisa di zolle e di zappe, mi reco nella madornale villa di Antonella, amica pluri-alternativa omogenea a Sinistra Ecologia e Libertade. Cagna! Cinquanta euro mi hai fatto sborsare sulla tua lista di compleanno in cambio di un pasto del valore di 15 euro scarsi. Tartine e frisellette, festa chic tendenziale, frasario di corte falso: «Ciao, auguri, beh, ti sposi col beota di buona famiglia col quale ti accompagni?», faccio. «Penso di sì». Brava.

Si cita Heidegger (ma perché?, è un destrorso da arresto), l’ermeneutica (che vi frega?), Simone De Beauvoir (una zoccola), Jünger (idioti, è un militarista misticheggiante), il liquescente Bauman. Ma Antonella ha in serbo altro: ha invitato, pagando, un gruppo di pizzica quotato. No! Ancora! «Zinghe e zanghe, zinghe e zang». Si lancia nello strepito, esibisce il suo afflato progressista-solidale. Accenna passi saltati anche lo stolto (è brutto) che ha accalappiato. Mi tengo a distanza, punto l’occhio falco sullo corpore sano di una 27enne per reggere all’impatto. E torno a casa nella notte ossessionato: «Zinghe e zanghe, zinghe e zinghe, zinghe e zanghe, zinghe e zang».

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P.S.: Ciao Antonella, come promesso ho menzionato soltanto il tuo nome senza altri riferimenti, quindi non puoi querelarmi. Se ora vorrai negarmi il saluto, pace: per guiderdone avrò un risparmio di 50 euro al tuo prossimo compleanno. 

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NELLA FOTO: Una splendida figura plastica dellu sindacu di Bari con una danzatrice di pizzica sul palco del Petruzzelli alla festa della «Gazzetta»

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