Domenica 22 Luglio 2018 | 22:11

Quei fichissimi occhiali «alla Vendola» per questa calda estate

Quei fichissimi occhiali «alla Vendola» per questa calda estate
di ALBERTO SELVAGGI

«Porca della put..! Ma dove diamine ha pescato Nichi Vendòla quegli occhiali da sole color cartilagine?». Questo, mea sponte, espettorai vedendo sul computer le foto del presidente a capo del serpentone Europride. E tale fu, subitaneo, il pensiero politico che in redazione formulai: «Non può essere più fico di me questo qua: ragazzi, guardate bene le immagini Ansa. Dove ha pescato Vendòla quella gran figata di accessori nerofumati? Qualcuno conosce la marca?». Nessuno levò le cornee dalle tastiere, in verità. Soltanto una collega poco distante mi diede pane: «E ché non lo sai che Vendòla (lo chiamano tutti così ormai, ndr) ha la sorella ottico e un fratello oculista? Tu i consulenti ce li hai?». 

A prima vista quotai gli occhiali dai 180 ai 220 euro sul mercato legale: «Ecco, bravo, lascia perdere allora, vai dai marocchini, altrimenti le querele chi te le paga?». Incassai l’affondo con espressione atarassica. Ma da quell’Europride in cui Vendòla figheggiò sbeffeggiandomi, dalla parata di gloriosa diversità che egli orientò come il Faro d’Alessandria, il tarlo dell’emulazione ha continuato a scavare. 

Perché è estate e, pur senza sfidare le prodezze estetiche del governatore poetante, bisogna attrezzarsi contro i raggi solari. Ognuno secondo il proprio grado. 
Il vendoliano da spiaggia si indirizzi verso il retrò avanzato, ovvero l’ultima generazione di proposte che partendo da montature datate risolvono in soluzioni innovate. Un procedimento condiviso dal post- moderno in musica, letteratura, nelle arti pittoriche, plastiche, architetturali. Forse. Il dissidente di Sel, cioè il militante critico che permane nella compagine, sfoggi invece con caparbietà sudata le lentine tonde e ovali dei padri del pensiero rivoluzionario, compresi Proudhon e gli Illuminati. Al centro-destrorso e al qualunquista ondivàgo piaccia affermarsi tale anche sotto gli ultravioletti, senza trincerarsi dietro i pilateschi «alle ultime elezioni non ho votato», e «né con la sinistra né con i fasci». 

Si piazzi adunque i polizieschi Ray-Ban alla Gianpi (Tarantini), o i Persol mai marci, i Tom Ford squadrati diletti da un paio d’anni. E faccia notare l’unica verità: «Ci vogliono lenti buone e adatte, con la vista non si scherza mai». 
Il palestrato, l’unico che non frequenta davvero i seggi politici o referendari, manifesti il suo acume anche sopra il collo taurinizzato: seguendo roboticamente le gallerie web «sunglasses celebrità» si onori nell’egualitarismo globale dei mascheroni acetati che guarniscono i volti dei campioni del Grande Fratello e degli attori prezzolati. Oakley, Gucci, Armani, Oliver People e Flys spopolano nelle saune di attrezzi di Bari. 

Il o la lesbo-gay-bisex-intersex- trans (può essere tutte queste cose insieme) selezioni un griffato neo-Ottanta alla George Michael che fa molto pride. 
Il cozzalone abbacini il vicino al mare con i telai spaziali e le fogge aviatorie lanciati da Bono Vox nel recente passato: sono disseminati più delle alghe da San Francesco a Torre a Mare, scavano a fondo il setto nasale. Il delinquentone s’esprima invece con il nero ostinato, anche se il brand quest’estate impone tinte squillanti «per dare personalità anche al più anonimo degli outfit».
 
Il pensionato perpetui le sovralenti color cane stanco. Ma la fashionable del Murat no, affatto, e si attenga a quanto vo sciorinando: abbinando l’occhiale al make-up e al jeans scampanato prediliga il viola, poi il rosa, il rosso, nero se tempestato di Swarovsky che illuminano il sembiante plastificato. Peschi dai Settanta imperanti, Prada, Cavalli, D&G. A goccia, mascherina, basic, da riporre sul comodino accanto al naso rifatto una volta a casa. Se la squinzia si picca di votare a sinistra e frequenta le Fabbriche, opti senz’altro per il vintage originale. 

Il fallito col povero in canna si consegni alfine al bancarellaro fidato. Scelga un bel paio di Giorgio Armando, Bluesmarine o Fendis prodotti dai contaminatori made in China, sì da acquisire cecità totale e vagare come il mitico e orbo bardo irlandese Turlough O’Carolan intonando: «Oh, my fine sunglasses».

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