Cerca

Martedì 26 Settembre 2017 | 23:59

Droga Italia-Albania, sgominato clan mafioso

La DIA di Lecce e Bari, a Brindisi e provincia, ha tratto in arresto 12 persone ritenute appartenenti di un'associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti tra Brindisi e Durazzo, alle estorsioni con l'utilizzo di attentati incendiari, danneggiamenti e furti, nonchè al riciclaggio di denaro provento di attività illecite
LECCE - La DIA di Lecce e Bari, a Brindisi e provincia, ha tratto in arresto 12 persone ritenute appartenenti di un'associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti tra Brindisi e Durazzo, alle estorsioni con l'utilizzo di attentati incendiari, danneggiamenti e furti, nonchè al riciclaggio di denaro provento di attività illecite. L'operazione, denominata «Berat-Dia» e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia di Lecce, oltre a colpire l'organizzazione capeggiata da Giuseppe Raffaele Brandi, già noto negli anni '90 perchè ritenuto esponente di spicco della Sacra Corona Unita e condannato con sentenza definitiva, e del fratello Francesco Giovanni, ha disarticolato un altro gruppo italo - albanese dedito all'importazione dall'Albania di ingenti quantitativi di eroina e cocaina. Questa organizzazione, secondo l'accusa, era capeggiata dai fratelli albanesi Arben e Viktor Lekli ed i brindisini Antonio Lococciolo e Gianfranco Contestabile entrambi riconducibili al clan «Brandi». Le misure cautelari sono state disposte disposte dal gip presso il Tribunale di Lecce sono giunte grazie alle indagini che hanno ricostruito l'attività delle organizzazioni con furti, danneggiamenti ed estorsioni ai danni di imprenditori edili, agricoli e commerciali, al fine di imporre servizi di protezione/guardiania. Sempre secondo l'accusa il gruppo puntava ad acquisire il controllo di attività commerciali. Nell'operazione sono rimasti coinvolti anche un noto gioielliere di Carovigno,Fiorenzo Borselli, ritenuto responsabile di aver svolto attività finalizzate a riciclare presso il casinò di Venezia denaro sporco (50.000,00 euro), Giuseppe Di Gerardi indicato come uomo di fiducia dei fratelli Brandi. Infine sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per un valore complessivo di un milione di euro nella disponibilità di alcuni dei destinatari dei provvedimenti cautelari.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione