Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 18:19

Scandalo Università - Sit-in a Bari per il caso dei test a Medicina

Lo hanno annunciato per lunedì 8 ottobre gli «studenti onesti», dopo la decisione del Rettore di far ripetere la prova di ammissione alla Facoltà (che è a numero chiuso), in seguito all'inchiesta della Magistratura
Università degli studi di Bari BARI - Un sit-in degli studenti, che, gli scorsi 4 e 5 settembre, hanno superato il test di ingresso alle Facoltà a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria dell'Università di Bari, poi annullati dal rettore Corrado Petrocelli in seguito all'inchiesta della magistratura, viene annunciato per lunedì 8 ottobre nella sede del rettorato dell'Ateneo di piazza Umberto.
I giovani intendono restare per l'intera giornata, dalla mattina alle 10 fino alle 18, seduti davanti al rettorato a studiare (si porteranno i libri). Così vogliono mettere in evidenza che, «anche se ingiustamente penalizzati, si sono rimessi a studiare, ma senza smettere di lottare per un "posto"», che ritengono un loro diritto.
«Questo sit-in - scrive in una nota il Coordinamento dei genitori degli studenti onesti - non è organizzato per trovare un dialogo e chiedere un cambiamento al rettore, ma ha l'obiettivo di mostrare la nostra voglia di lottare e parallelamente di cercare di studiare di nuovo».
Intanto si è saputo che il ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale della Puglia verrà discusso il 10 ottobre a porte chiuse. Il responso verrà reso noto la sera del giorno successivo.

Il pool di avvocati, nel corso dell'incontro con i genitori, alla luce del nuovo decreto del rettore Petrocelli, ha prospettato tre diversi scenari.
1) Il Tar sospende il provvedimento del Rettore, la seconda prova non verrà rifatta per tutti e verrà approvata la graduatoria depurata dagli esclusi, con ripescaggio dei successivi. In tal caso l'Università potrebbe appellarsi al Consiglio di Stato per chiedere il ribaltamento del giudizio del Tar. Questo, però, sicuramente avverrebbe dopo il 17 e 18 ottobre (date in cui in ogni modo i test si terranno nuovamente a Catanzaro).
2) Secondo scenario. Il Tar non sospende il provvedimento del rettore, ma ammette con riserva i ricorrenti. Tutti coloro che non hanno fatto ricorso dovranno comunque ripetere i test. In tal caso l'Università potrebbe rivolgersi al Consiglio di Stato per chedere l'annullamento dell'ammissione con riserva dei ricorrenti ma anche gli studenti potrebbero farlo per chiedere la conferma dell'ammissione con riserva e per continuare a sostenere la richiesta di revoca del decreto.
3) Il terzo scenario è che il Tar respinge tutte le richieste degli avvocati, che naturalmente si rivolgerebbero al Consiglio di Stato per ribadire la richiesta. In questo caso si ripeterebbero i test per tutti e l'eventuale decisione del Consiglio di Stato sarebbe successiva alle prove del 17-18. Se dovesse essere revocato il decreto del rettore, è possibile immaginare una pioggia di ricorsi anche da parte di coloro che hanno superato la seconda selezione.

«Numeri alla mano - è scritto nel comunicato del Coordinamento dei genitori - è assolutamente insostenibile il rischio che si vorrebbe far correre agli studenti che hanno superato onestamente, e magari con un po' di fortuna, i test la prima volta, poiché, com'è facilmente dimostrabile, a seguito della variazione di appena una-due risposte esatte in più o in meno, si determinerebbe uno stravolgimento completo della graduatoria, che coinvolgerebbe sino a 220 studenti tra i primi classificati».
«E sarebbe gravemente irresponsabile e cinico - sostengono - se, qualora si dovesse verificare questa probabile e malaugurata ipotesi, lo stravolgimento dei posti fosse enfaticamente, quanto offensivamente verso chi ha onestamente superato la prova la prima volta, utilizzata dall'Università e dal Rettore come prova a posteriori per dimostrare una ormai non più difendibile e sostenibile "diffusività" dell'inquinamento delle prove, che tutti sanno ormai riguarda un ben definito e delimitato numero di studenti disonesti».
Il Coordinamento auspica, infine, che «anche queste considerazioni contribuiscano alla formulazione di una giusta ed equa valutazione dei fatti, a difesa dei sacrosanti diritti degli studenti che hanno superato la prova del 4 e 5 settembre».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione