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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:41

Ricordi ed emozione al Forum sui Balcani

A Bari riunite le associazioni partigiane ed antifasciste dell'Adriatico, un pezzo di storia patria. «I rapporti con i pugliesi erano splendidi» hanno raccontato i sopravvissuti
BARI - Non trattiene l'emozione Neda Radicic, 83 anni giunta a Bari da Spalato per partecipare al Forum delle Associazioni partigiane ed antifasciste dell'Adriatico. Nel 1944/45 era una giovanissima infermiera e prestava la sua opera negli ospedali della terra di Bari dove si accoglievano i partigiani feriti sul fronte balcanico.» A decine, tutti giovanissimi,sono morti tra le mie braccia. Venivano trasportati a Bari dalle zone di guerra - racconta - a Grumo l'ospedale era completamente gestito dalll'Armata popolare di liberazione della Yugoslavia, ma i feriti andavano anche ad Andria a San Ferdinando, a Taranto ed a Bari dove a dirigere erano gli angloamericani. A Trani andavano i convalescenti in un campo con le tende».
I rapporti con i pugliesi erano splendidi ed a ricordarlo Lucjian Pelicon, rappresentante delle «Brigate d'Oltremare» formate da sloveni e croati che erano stati arruolati nell'esercito italiano e da ex internati nei campi fascisti, «Gravina,Altamura,Carbonara,Barletta Molfetta furono luogo di raccolta dei volontari. Dai porti di Bari e Monopoli una ventina di piccoli e vecchi mezzi navali faceva la spola giornaliera verso la Dalmazia e furono 22 mila i combattenti trasportati in poco tempo. Tra questi anche 1500 italiani « A coordinare questo lavoro la missione militare con un sede in via Piccini ed una in via De Rossi con compiti logistico amministrativi. Dalla Dalmazia arriva però anche una denuncia: il governo locale che si richiama alla destra continua nella sistematica opera di distruzione dei monumenti antifascisti. Il Prof.Milivoi Lali, partigiano ed ex internato nei campi nazisti non riesce a contenere l'indignazione. Il governo di Zagabria negli anni 90 ha spostato in Dalmazia migliaia di profughi croati dalla Bosnia - Erzegovina.

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