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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

Enichem - Per 17 morti nessun colpevole

A Manfredonia assolti «perché il fatto non sussiste» 10 dirigenti e 2 consulenti medici da varie imputazioni legate ad un incidente accaduto nel 1976 • Dure reazioni dal ministro Pecoraro Scanio e dalle associazioni ambientaliste
Enichem Manfredonia MANFREDONIA (Foggia) - Assoluzione con la formula piena perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza emessa nella tarda mattinata per il processo Enichem di Manfredonia. Dieci dirigenti e due consulenti medici del petrolchimico erano accusati a vario titolo di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni e omissioni di controllo.
Il Pubblico ministero Lidia Giorgio nella sua requisitoria aveva chiesto la condanna per sei dirigenti e due consulenti medici e quattro assoluzioni. I giudici della sezione staccata del Tribunale di Manfredonia hanno assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste.

La vicenda risale al 26 settembre del 1976, quando lo scoppio della colonna di lavaggio dell'anidride carbonica dell'impianto di produzione dell'ammoniaca dell'Enichem causò la fuoriuscita di dieci tonnellate di anidride arseniosa.
Secondo l'accusa l'arsenico avrebbe provocato malattie tumorali e la conseguente morte di 17 operai e causato malattie gravi ad altri cinque lavoratori. I magistrati di Manfredonia hanno invece sentenziato che i dirigenti e i medici del petrolchimico non hanno alcuna responsabilità.

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