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Sabato 23 Settembre 2017 | 14:51

«L'ho accusato di stupro per vendetta»

Al processo d'appello a Bari una sedicenne ha ritrattato le accuse di violenza sessuale contro il suo patrigno («false» ha dichiarato), per le quali in 1° grado l'uomo fu condannato a 8 anni: ora assolto
toga, magistratura, giustizia, aula di tribunale BARI - «Lo odiavo perché lui e mia madre pensavano solo e soltanto alla loro bimba appena nata, e trascuravano me. Ho pensato quindi di distruggere il mio patrigno. Ora sono pentita: confesso che ho inventato tutto».
Ha ritrattato con queste parole, davanti alla Corte d'appello di Bari, e ha fatto assolvere il suo patrigno, un ragazzina di 16 anni che aveva accusato l'uomo di averla violentata per anni, dal 1997, anche sotto la minaccia di una pistola. Con le sue dichiarazioni, ribadite in ogni sede, il patrigno, che oggi ha 47 anni, fu condannato in primo grado a 8 anni di reclusione per violenza sessuale su minorenne. Dopo le sue pesanti accuse, la piccola fu allontanata dalla famiglia e affidata ad una comunità di recupero.
Oggi la sedicenne, come peraltro aveva già fatto dinanzi al Tribunale per i minorenni che recentemente l'ha riaffidata alla mamma, ha ritrattato tutto rispondendo alle domande dei difensori dell'imputato, Daniela Castelluzzo e Vito Lamanna, e del sostituto pg d'udienza Anna Maria Tosto. La pubblica accusa si è dichiarata insoddisfatta della ritrattazione della giovane e ha chiesto la conferma della condanna di primo grado. I giudici, invece, sono stati di parere diverso ed hanno assolto l'imputato con la formula più ampia: «il fatto non sussiste».

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