Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:27

Lotta al colesterolo "cattivo" - Pugliesi e lucani «indisciplinati»

Allarmante indagine GfK-Eurisko alla presentazione del II Congresso nazionale della Società italiana di terapia clinica e sperimentale
Torta, dolce BARI - I pugliesi giocano alla roulette russa con il colesterolo. Sanno che è una mina vagante, anticamera di ictus e infarto, ma anche se sanno di avere livelli alti di colesterolo cattivo, in cinque casi su dieci non si curano e coloro che lo fanno, in nove casi su dieci lo fanno male.
Secondo un'indagine GfK-Eurisko illustrata oggi a Roma in occasione della conferenza stampa di presentazione del II Congresso nazionale della Società italiana di terapia clinica e sperimentale (Sitecs) che si apre il 7 ottobre a Napoli, in Puglia il 12 per cento della popolazione adulta soffre di alti livelli di colesterolo (sono cinque milioni, in totale, gli italiani).
«La situazione è così grave - afferma in una nota il presidente della Sitecs, Alberico Luigi Catapano - che i più noti esperti si incontrano a Napoli per programmare una strategia di intervento».
Secondo l'indagine, se gli italiani sanno poco del colesterolo, e si curano poco, anche i medici «non sono virtuosi e spesso si limitano a trattare pazienti ad alto rischio come se fossero pazienti a basso rischio».
È invece fondamentale - è detto nella nota - che l'intervento terapeutico sia adattato al singolo paziente e soprattutto sia appropriato. Ad ogni paziente andrebbe confezionato un "vestito" su misura ricorrendo ai farmaci più appropriati e anche alla loro associazione. Troppe volte i medici trattano tutti i pazienti allo stesso modo senza raggiungere nei pazienti ad alto rischio la soglia di tranquillità». Il motivo è che «si accontentano di risultati parziali o temono di sforare i budget imposti dal Servizio sanitario nazionale».
Secondo l'indagine condotta su base nazionale, in Puglia è alta la concentrazione di persone, con alti livelli di colesterolo, a rischio cardiovascolare: su cento individui ipercolesterolemici 94 hanno un alto rischio cardiovascolare perchè hanno anche altri due o più fattori di rischio (ipertensione, diabete, problemi cardiaci, obesità, fumo).
Il colesterolo, in Puglia, non è proprio uno sconosciuto. Infatti, 93 soggetti su cento con alti livelli di colesterolo sanno che, se non curati, possono andare incontro a rischi per la salute. Ma non solo, 65 persone su cento citano almeno una causa per cui una persona ha alti livelli di colesterolo. Tanta conoscenza, però - è detto - non si accompagna ad un'altrettanta conoscenza del proprio colesterolo. Infatti, in Puglia, su cento soggetti con livelli alti di colesterolo solo 49 conoscono i propri valori.
E la situazione diventa preoccupante quando si parla di terapia. Infatti, in Puglia, su cento soggetti con alti livelli di colesterolo più della metà (52 per cento) non prende farmaci specifici. E il 51 per cento di quelli che seguono una terapia sono «indisciplinati» e cioè non lo fanno correttamente. Tutto questo fa sì che, in Puglia, su cento individui con alti livelli di colesterolo e un alto rischio cardiovascolare, ben 87, pur curandosi, non vanno a target e, cioè, non raggiungono l'obiettivo terapeutico.
I pugliesi, lucani e calabresi sono i pazienti più fuori controllo. I pazienti ipercolesterolemici - è detto ancora - sono «indisciplinati non solo con la terapia ma anche con la dieta: al 71 per cento degli ipercolesterolemici pugliesi è stata prescritta un'alimentazione controllata. Ma solo il 14 per cento di questi riesce a seguire la dieta consigliata dal medico».
Una curiosità: al primo posto degli alimenti ai quali si fa più fatica a rinunciare ci sono i dolci e i gelati, poi vengono i formaggi. Pane a pasta sono, sorprendentemente, al terzo posto. Al quarto ci sono i salumi seguiti dalle carni rosse e quelle di maiale, i fritti. Gli alimenti ai quali si fa meno fatica a rinunciare sono le uova.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione