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Martedì 26 Settembre 2017 | 11:23

Attirata in trappola e stuprata

Vittima e carnefici (entrambi segnalati alla Procura dei Minorenni di Bari) hanno solo 13 anni e sono di San Severo (Foggia). La violenza è stata verificata dai medici del pronto soccorso
SAN SEVERO (FOGGIA) - Hanno 13 anni, frequentano la scuola media, fanno parte di una piccola gang di giovanissimi, che ha già dato qualche fastidio alle forze dell'ordine, e non avrebbero mostrato alcun segno di pentimento per la violenza inflitta ad una loro coetanea. Sono figli di operai con qualche piccolo precedente i due ragazzini che ieri sera a San Severo avrebbero violentato una studentessa che frequenta la seconda media.
Piccola vittima e piccoli violentatori si sono incontrati in una zona centrale della città insieme con altri loro coetanei. I due ragazzini le avevano sottratto il telefono cellulare e lei lo voleva indietro. Forse anche per questo si era fatta accompagnare da due suoi amichetti. Ma i due tredicenni sono riusciti ad allontanarsi dal gruppo, inducendola a seguirli. In questo modo sono arrivati in una zona buia, appartata.
Qui l'hanno strattonata, malmenata e violentata. Poi l'hanno minacciata perchè mantenesse il segreto, obbligandola anche ad accettare un nuovo incontro per l'indomani, altrimenti - le hanno detto - avrebbero raccontato a tutti l'accaduto. Solo allora l'hanno lasciata andare.
Terrorizzata, con il volto segnato dalle botte, la ragazzina è tornata a casa. Con i suoi genitori - racconta la polizia - ha sempre avuto un rapporto sereno, mai problemi rilevanti. Forse anche per questo la ragazzina non si è sentita di accontare subito l'accaduto. Ha solo detto a sua madre che non si sentiva bene e così si è fatta accompagnare al pronto soccorso.
Una volta in ospedale i medici hanno capito subito cosa poteva essere accaduto e hanno avvertito la polizia che, anche ascoltando alcuni amici della ragazza, ha ricostruito l'accaduto e nel giro di poche ore ha identificato i due presunti responsabili.
Una volta raggiunti dagli agenti, i due non hanno mostrato alcun pentimento, ma sicurezza e strafottenza, riferiscono gli investigatori. Entrambi sono stati segnalati alla procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Bari.

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