Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 17:56

Un «codice d'onore» della mafia barese

Scoperta la lunga formula e la scenografia di affiliazione che i boss mafiosi pugliesi devono recitare a memoria per battezzare i «picciotti» ai propri clan
BARI - Se i «tre vecchi fondatori della camorra, Conte Ugolino, Fiorentin di Russia e Cavaliere di Spagna» formarono la «società» con «menta, stima e fedeltà, io la formo con onore, stima e fedeltà». È un passaggio della lunga formula di affiliazione che i boss mafiosi pugliesi devono recitare a memoria per battezzare i «picciotti» ai propri clan.
La formula, chiamata «favella», è annotata nel manoscritto di 20-25 pagine, zeppo di quasi tutti i riti della mafia barese, che i carabinieri del Reparto operativo di Bari hanno sequestrato nella cella del capomafia barese Cosimo Di Cosola, detenuto a Lecce.
Il volume - un comune quaderno a quadretti compilato in stampatello - è stato redatto con buona grafia da Nicola De Bello, che da qualche tempo collabora con la giustizia dopo essere stato per anni affiliato al clan Di Cosola, e dopo aver condiviso la cella del penitenziario salentino con il capomafia Cosimo.
Secondo i militari, il boss Di Cosola, per paura di dimenticare i riti durante la detenzione, da buon mafioso ha fatto trascrivere dall'ex fedelissimo compagno di cella le formule per affiliare i picciotti e per promuovere i mafiosi. Così come ha fatto annotare sul quaderno alcuni dei gradi della camorra pugliese: partendo dal basso verso l'alto, picciotteria, camorra, sgarro, santa, vangelo, trequartini, diritto al medaglione e diritto al medaglione con catene. Quest'ultimo grado, riservato al boss dei boss, può essere conferito solo dai capimafia della 'Ndrangheta che hanno consentito alla mafia pugliese di utilizzare il loro cerimoniale.

Il quaderno, in realtà, riporta fino al terzo grado perchè - spiegano i carabinieri del ten.col. Vincenzo Trimarco - De Bello era un pregiudicato di livello medio-piccolo e non poteva conoscere i segreti della gerarchia mafiosa.
Ma nel quaderno non ci sono solo formule e gradi, sono annotate anche le modalità per fare le affiliazioni: si battezza prima il locale in cui deve avvenire, poi l'«armatura» (le armi poste in una bacinella), e l'affiliato. Al battesimo partecipano di solito cinque persone (chi è favorevole, chi è sfavorevole, il ministro di culto, il padrino e il battezzando). Spetta poi al padrino praticare un taglio sull'avambraccio del neofita fino a farlo sanguinare. Il neo affiliato, a sua volta, dice: «Giuro su questa punta di pugnale macchiata di sangue di essere fedele a questo corpo di società, giuro di sconoscere madre, padre, fratelli e sorelle fino alla settima generazione e di dividere centesimo per centesimo e millesimo per millesimo, con un piede nella fossa e l'altro alla catena per dare un forte abbraccio alla galera». La formula si conclude con l'esclamazione dei cinque mafiosi presenti: «Giuramento è fatto».
Formule a parte, in cella è stata trovata anche una copia del libro di Angelo Vecchio «Totò Riina - La caduta dei corleonesi» con un segnalibro posizionato a pagina 79 dove vengono elencate le procedure di affiliazione a Cosa Nostra. Il sospetto degli investigatori è che Di Cosola voleva proporre agli altri capimafia baresi di 'bruciare il santinò durante le liturgie di affiliazione, così come fa la potente mafia siciliana.
Roberto Buonavoglia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione