Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:41

Vendola: «Democrazia è mediazione»

A Bari, intervento del presidente della Giunta, in occasione della visita del presidente della Camera, on. Fausto Bertinotti, al Consiglio regionale e alla mostra in occasione del 60° della Costituente presso il Castello Svevo
Nichi Vendola, presidente regione Puglia BARI - «Quando una democrazia, una società, vive un momento di inquietudine come quella che attraversa l'Italia intera, tornare a riflettere criticamente sulle radici della nostra storia democratica è un'occasione importante per provare a costruire una diagnosi precisa dei mali che incupiscono i giorni nostri». Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola in occasione della visita istituzionale del presidente della Camera Fausto Bertinotti, al Consiglio regionale e alla mostra in occasione del 60° della Costituente presso il Castello Svevo di Bari.
«Sarebbe una dissipazione di intelligenza - ha aggiunto Vendola - ridurre questa occasione a una celebrazione retorica». Un passaggio importante «che illumina la nostra Costituzione - ha detto il presidente - come uno dei testi più avanzati al mondo è l'elemento della cittadinanza sociale, fondata sul lavoro e sull'abbattimento di tutte le barriere che inibiscono eguali diritti per tutti i cittadini. Un dibattito alto, quanto è oggi bassa la marea di una politica aggrovigliata e impantanata nei suoi riti televisivi. È come se vi è una specie di cerchio chiuso tra tv spazzatura e politica spazzatura, laddove la rissa o i decibel della polemica rendono invisibili sia i mali autentici della nostra società sia la differenza delle proposte programmatiche che legittimante, e anche aspramente, devono confrontarsi».
«Quello che mi colpisce - ha continuato Vendola - tornando a riflettere sulla statura intellettuale e morale di coloro che scrissero la Costituzione italiana, è appunto intendere la politica come un intreccio forte tra la contingenza e il percorso della storia nazionale, come l'intreccio forte tra la politica come costruzione programmatica e indicazione del destino europeo della nostra Patria» e della sua vocazione.
«Oggi dovremmo tornare a riflettere perché ci sono dei punti sui quali forse siamo chiamati a esprimere più senso di responsabilità, a cercare di capire - ha detto Vendola - cosa significa essere oggi classe dirigente. I nostri Padri costituenti furono classe dirigente. Credo che il tema della legittimazione reciproca nell'ambito degli schieramenti politici sia un punto assolutamente dirimente. Se la contesa politica - ha ricordato - è una continua forma di reciproca delegittimazione, perfino morale, è difficile riuscire a risalire la china di quello che appare un degrado delle istituzioni».
Vendola ha, in questo quadro, ha auspicato che «la legittimazione non sia a danno della visibilità delle alternative» ma che «sia a vantaggio. Quanto più si è dentro un gioco in cui ognuno riconosce all'altro la legittimità del proprio consenso, della propria azione, tanto più si può fare emergere limpidamente i punti di distinzione, su cosa lottiamo e su cosa ci combattiamo». «Io - ha affermato il presidente della Regione - voglio imparare dal mio avversario» e sul punto della vita quotidiana «fondato sulla coppia amico-nemico», secondo Vendola, «dobbiamo compiere uno sforzo enorme. Il mio non è un discorso di bon ton istituzionale ma è un discorso di realismo. La nostra è una società dranmaticamente complessa», ecco perché «mediazione è innanzitutto capacità di capire le ragioni dell'altro».
«C'è un verso di un poeta tedesco, Bertold Brecht, che aveva il valore di una specie di ala di copertura e il verso era "abbiamo lottato per un mondo più gentile e per questo non abbiamo potuto essere gentili". Credo che non possiamo più riconoscerci in questo verso - ha detto Vendola - e dire, invece, "abbiamo lottato per un mondo più gentile e per questo siamo diventati più gentili"».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione