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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

Omicidio per i pascoli, 8 arresti nel Tarantino

Operazione della Polizia di Stato nei confronti dei presunti esecutori e fiancheggiatori dell'«esecuzione» - a colpi di fucile - di un agricoltore a San Marzano di San Giuseppe, avvenuta la sera del 27 dicembre 2005. La vittima sarebbe stata uccisa in reazione ad una lite fra famiglie per i terreni. Coinvolte anche 2 donne
Polizia TARANTO - Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di altrettante persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, di omicidio, detenzione e porto illegale di armi e di esplosivo, furto di armi ed aggressioni anche con armi da fuoco.

L'indagine che ha portato agli arresti è stata avviata dopo l'omicidio di Francesco Vincenzo Margherita, avvenuto la sera del 27 dicembre 2005 a San Marzano di San Giuseppe.

Un vero e proprio commando composto da tre persone in auto affiancarono la vittima che era alla guida di un trattore sparandogli contro alcuni colpi di fucile. Le indagini hanno accertato che l'agguato sarebbe stato deciso per i contrasti tra la famiglia della vittima e quella di uno dei maggiori indagati per motivi di pascolo. Tra i destinatari delle ordinanze figura anche una donna per la quale sono stati previsti gli arresti domiciliari.

In carcere, accusati di concorso in omicidio premeditato, sono stati rinchiusi: Angelo Faiano, di 33 anni residente a San Marzano di San Giuseppe, ed Antonio Panariti, di 24 anni di Sava (Taranto). Altre sei persone, tra cui una donna, sono ritenute a vario titolo responsabili di favoreggiamento personale, intimidazioni, porto e detenzione di armi.

L'omicidio - hanno accertato gli investigatori- maturò nell'ambito di contese sui pascoli, per i quali la vittima, Francesco Margherita, esercitava abusivamente diritti ed imponeva proprie regole ai pastori della zona. L'agguato avvenne nei pressi dell'abitazione di Margherita, mentre l'uomo rincasava a bordo di un trattore. I killer sparano da un'auto, e pensando di non averlo colpito mortalmente, più tardi si recarono anche davanti la sua abitazione, per verificare di persona se avevano o no portato a termine la loro "missione".
Gli investigatori hanno ricostruito tutte le fasi dell'omicidio ed accertato le responsabilità per gli altri sei arrestati, tra cui una donna alla quale sono stati concessi gli arresti domiciliari. In particolare, Filomena Simona Fina, di 27 anni, avrebbe accreditato l'alibi dei due presunti responsabili dell'omicidio, mentre Angelo De Caroli, di 24 anni, Giovanni De Cataldo, di 28 anni, Fernando Imperiale, di 53 anni, Antonio Capuzzimati, di 24 anni e Giuseppe D'Amuri, di 23 anni, secondo le indagini della Squadra Mobile di Taranto, avrebbero messo a segno un attentato, aggressioni anche con armi da fuoco, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi. Altre due ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai Carabinieri, con l'accusa di detenzione e porto illegale di armi. In carcere è stato rinchiuso Salvatore Castiglione, di 42 anni, nato a Crotone, ma residente a San Marzano di San Giuseppe, mentre a sua moglie, Angela Guida, di 32 anni, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

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