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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:58

Capitanata - "Veleno" in politica e traffico rifiuti

I Carabinieri - su ordine dei magistrati Antimafia - stanno eseguendo 52 ordini di custodia in carcere nei confronti di esponenti del "clan Gaeta", secondo gli investigatori attivo fra Orta Nuova, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella
• Un «codice d'onore» della mafia barese
Carabinieri FOGGIA - Dalle prime ore di questa mattina i Carabinieri del reparto
operativo di Foggia, in collaborazione con il nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Bari e gli agenti di polizia della Digos della Questura di Foggia stanno eseguendo 52 ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari su richiesta dei sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della Procura di Foggia, nei confronti di presunti appartenenti ad una associazione di tipo mafioso, denominata «Clan Gaeta». La presunta banda è indagata per traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, rapine, furti, contrabbando di sigarette, riciclaggio, truffa ai danni dell'Inps nel settore agricolo e traffico illecito di rifiuti.

Secondo gli investigatori l'associazione - operante tra Orta Nuova, Carapelle, Ordona, Stornara e Stornarella - dagli inizi degli Anni Novanta, ha monopolizzato le attività criminali con profitti di svariati milioni di euro.

Nel corso dell'inchiesta - denominata "Veleno" - è emerso che gli affiliati effettuavano vere e proprie spedizioni punitive nei confronti delle vittime che denunciavano, e che minacce e pressioni venivano praticate anche nei confronti di esponenti delle istituzioni che si ponevano in contrasto con la loro attività. Ad alcuni degli arrestati vengono inoltre contestati un omicidio e la scomparsa di due persone che erano entrate in contrasto con alcuni membri del sodalizio mafioso. Notevole, infine, secondo gli investigatori la capacità di condizionamento politico, in particolare nelle elezioni amministrative, e di infiltrazione nelle istituzioni attraverso la complicità di impiegati pubblici.
Un ruolo importante nelle indagini ha rivestito il Noe - il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri di Bari - che ha scoperto che il clan Gaeta, operante a Orta Nova e Comuni limitrofi, aveva organizzato il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti, anche tossici, provenienti da altre regioni d'Italia. I militari hanno accertato che circa 100mila tonnellate di rifiuti sono stati sparsi sui terreni in uso ad alcuni degli arrestati stamani, o occultati in cave abbandonate.
Un traffico che avrebbe fruttato all'organizzazione circa 5mln di euro.

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