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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:14

«Il futuro non è fatto di veline, miss e Grande Fratello»

Lo ha detto oggi il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenendo al XVIII Congresso dell'Unione Matematica Italiana. «Sono ben consapevole della crisi che vive la nostra società, la crisi che assedia le istituzioni e la politica - ha detto Vendola - è anche una crisi della densità culturale delle nostre comunità e della nostra vita» • Occupazione - «In Puglia primato italiano»
BARI - «La politica dovrebbe oggi liberare il campo dall'avanspettacolo e invece convocare la scienza e la cultura e dare alle giovani generazioni una indicazione: il futuro non è fatto di veline, di Grandi Fratelli e di Miss Italia ma è fatto dalla capacità di scommettere su un proprio personale futuro di responsabilità». Lo ha detto oggi il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenendo a Bari al XVIII Congresso dell'Unione Matematica Italiana.
«Noi - ha aggiunto Vendola - viviamo dentro questo paradosso: in un tempo in cui la complessità raggiunge vette stratosferiche, avanza l'idea che possano vincere risposte semplificate, che non ci debbano essere fatica, impegno, studio, che non ci debba essere la percezione del processo storico, la padronanza degli elementi fondamentali della cultura». «Ci sono classi dirigenti - ha concluso Vendola - che ignorano gli ingredienti fondamentali della complessità, e non penso soltanto alla politica quando parlo di classi dirigenti, lo dico in generale».

«Sono ben consapevole del fatto che la crisi che vive la nostra società, la crisi che assedia le istituzioni e la politica - ha detto ancora Vendola - è anche una crisi della densità culturale delle nostre comunità e della nostra vita».
«Penso che il rumore, il frastuono, il chiacchiericcio, che invadono i luoghi della vita associata - ha proseguito - abbiano sequestrato il nostro senso del bene comune, la nostra coscienza civile e una organizzazione dell'elite, sempre più in forme di caste e sempre meno frutto di una selezione che riguardi le competenze, il merito, la cultura della complessità, sia un punto nevralgico del tempo nostro».

TRUFFE NON SONO TIPICITA' BARESE
«E' un momento difficile per l' Università italiana, tutta l'Università, giacché non è una tipicità barese quella delle vere e proprie truffe che si possono fare nei test di ammissione per entrare nel numero chiuso di medicina».
Parlando delle truffe scoperte dalla magistratura per i test di ammissione alla Facoltà di Medicina e Odontoiatria di varie Università italiane, Vendola ha aggiunto: «Complessivamente la vita accademica è segnata da diversi elementi corruttivi. Ci vuole il coraggio di rompere questa sorta di assuefazione».
«L'idea che si possa accedere a una professione così delicata come quella del medico attraverso un marchingegno truffaldino, è una idea - ha concluso - non soltanto inquietante perché è un fatto corruttivo ma è inquietante in sè, perché un medico possa diventare bravo avendo avuto quello 'start up' è proprio un po' difficile pensarlo».

LA POLITICA DIA RISPOSTE ALLA COMUNITA' SCIETIFICA
La politica deve saper interpretare le domande che vengono dalla comunità scientifica perché lo sviluppo del territorio è necessariamente legato alla tecnologia, all'innovazione, alla ricerca». «Ci sono due questioni assolutamente fondamentali. La prima - ha detto Vendola - è legata agli investimenti che la nostra società fa nei confronti della formazione e dell'alta formazione delle giovani generazioni. Come si aiuta - ha proseguito - un giovane di talento a scegliere la strada della ricerca che oggi appare troppo spesso un percorso ad ostacoli, una sorta di candidatura a forme di vero e proprio eroismo perché la strada della ricerca non produce nessuna gratificazione sociale, non dà status, non dà reddito?».
Vendola ha parlato poi della seconda questione 'fondamentalè: «La nostra capacità di essere competitivi in un mondo quale quello della globalizzazione - ha detto - non può non passare attraverso l'implementazione delle conoscenze scientifiche, non solo delle conoscenze specialistiche ma delle conoscenze diffuse. Una società largamente ignorante di scienza o di matematica è una società che rischia. Mi fa molta impressione il fatto che il gioco più diffuso tra i giovani dell'India - ha concluso Vendola - sia quello delle gare di matematica. Forse questo è il segno di una società che sta diventando così velocemente, suggestivamente competitiva anche perché sta investendo nella formazione culturale e scientifica delle nuove generazioni».

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