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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:35

Università, spunta plico con sigillo anomalo

Nel caso della prova d'accesso al corso di Odontoiatria del capoluogo pugliese si apprende che i commissari d'esame avevano trovato un contenitore di test con una sigillatura non perfetta. Non è stato usato, ma i professori l'hanno segnalato al rettore.
Intanto va avanti l'inchiesta sui presunti test-agevolati a Bari, Foggia, Ancona e Chieti. Sono indagate 33 persone, tra cui due docenti universitari e 24 studenti
Università degli studi di Bari BARI - Gli studenti onesti sono sul piede di guerra. Dopo aver annunciato ricorso al Tar, ora promettono che chiederanno un risarcimento per i danni che stanno subendo dopo che il rettore dell'ateneo di Bari, Corrado Petrocelli, ha annullato le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso a medicina e odontoiatria del 4 e 5 settembre. Da ieri le aspiranti matricole protestano nei corridoi dell'ateneo chiedendo invano la revoca del decreto di annullamento.
Intanto, mentre le indagini vanno avanti a ritmo sostenuto, ad odontoiatria spunta il «giallo» su un plico contenente i test delle prove d'esame con una sigillatura anomala. Il plico non è stato usato per le prove, ma la sigillatura apparentemente non a regola d'arte ha suscitato più d'una perplessità nei commissari d'esame. Mentre infatti i docenti spostavano i pacchi da una stanza protetta ad un'altra hanno notato un plico non ben chiuso. Hanno segnalato il fatto al rettore che, poco tempo dopo, ha denunciato la cosa alla procura di Bari che indaga sui presunti test-agevolati nelle università di Bari, Foggia, Ancona e Chieti. Nell'inchiesta sono indagate 33 persone, tra cui due docenti universitari e 24 studenti, quasi tutti figli di medici e odontoiatri.
Sulla vicenda dei test, intanto, monta lo sdegno del mondo politico. Oggi il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha detto di essere convinto che la scuola e il sistema dell'istruzione hanno il dovere di "rimuovere la patologia concorsuale". Secondo Prodi, i fatti emersi nelle ultime settimane nelle università italiane dimostrano che "in Italia c'è un diritto naturale delle ereditarietà delle professioni". Più dura l'opinione del candidato leader del Pd Walter Veltroni, secondo il quale i test preselettivi dell'università italiana oggi "hanno un pò la struttura del televoto". "Questi test, e il ministro Mussi sta facendo bene - dice Veltroni - devono essere veri perchè se i test sono regolari, se il candidato viene giudicato sul merito, se c'è trasparenza, un ragazzo se la può giocare".
Ma questa trasparenza a Bari, come ad Ancona, Chieti e Foggia sembra non esserci stata perchè la procura ritiene di aver accertato che ai 24 studenti le risposte ai test venivano fornite sul telefonino da un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla corruzione alla quale, sempre secondo gli inquirenti, prendevano parte anche due docenti universitari - Maurizio Procaccini, di Ancona, e Giuseppe Varcaccio Garofalo, di Bari - e il presunto organizzatore della truffa, Marcantonio Pollice, che con moglie e figlio avrebbe preparato gli studenti ai test e li avrebbe aiutati dall'esterno a superare le prove. In caso di successo, poi, avrebbe ricevuto fino a 30-40.000 euro.
Ma se a Bari, Foggia, Ancona e Chieti le prove sono state alterate da comportamenti truffaldini, nell'università di Bologna, contrariamente a quanto denunciato da alcuni studenti, non sarebbe stata compiuta alcuna irregolarità durante i test d'ingresso alle facoltà di medicina, odontoiatria e veterinaria. Oggi l'ateneo ha trasmesso alla procura la relazione dell'indagine amministrativa che ha accertato che durante le prove non ci sono stati illeciti nè tanto meno irregolarità.

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