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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:48

Donna bruciata: scoperta identità

Aveva solo 23 anni, si chiamava Marisa Scopece era di Foggia e si prostituiva da circa un anno. Il suo corpo semicarbonizzato era stato trovato nelle campagne di Barletta
BARI - E' Marisa Scopece, di 23 anni (ne avrebbe compiuti 24 tra poco), di Foggia, la giovane uccisa presumibilmente l'8 o il 9 settembre scorsi con sette colpi di pistola calibro 9 corto che l'hanno raggiunta al petto e in faccia. Per tutta la notte e nella mattinata di oggi gli investigatori della squadra mobile della questura di Bari, diretti da Luigi Liguori, hanno ascoltato numerose persone alla ricerca dell'assassino.
Il corpo della donna, dato alle fiamme e quasi del tutto devastato dal fuoco, fu trovato l'11 settembre scorso nelle campagne di Barletta, a poca distanza dalla statale 16 bis e dalla zona industriale del comune barese.
Alla sua identificazione si è giunti nelle ultime ore grazie alla decisione degli investigatori la scorsa settimana di diffondere alcuni particolari, tra i quali la descrizione e la foto del tatuaggio, raffigurante un cuore alato, che la ragazza aveva sulla zona sacrale. A quanto si è saputo per ora, parenti della giovane avevano infatti contattato la polizia dopo la diffusione dell'immagine del tatuaggio che aveva nella zona sacrale. E' stata così esaminata e comparata con i resti del corpo la documentazione medica che i parenti della donna avevano: la giovane si era infatti sottoposta a cure per una scoliosi toracica e si era di recente sottoposta all'estrazione di un dente.
La giovane, a quanto è stato reso noto sinora dalla squadra mobile barese - ha avuto una vita molto difficile. In passato era stata affidata a un centro di recupero per minorenni e dalla fine del 2005 aveva cominciato a prostituirsi, attività che svolgeva però per lo più in alberghi o in case private.

La polizia ritiene che ad uccidere sia stata più di una persona che ha infierito sul corpo della giovane: le ha sparato a bruciapelo sette colpi di pistola calibro nove alla testa e al collo, l'ha cosparsa di benzina e data alle fiamme. Secondo gli investigatori, l'assassino avrebbe visto bruciare il corpo fino a che le fiamme non l'hanno reso totalmente irriconoscibile.
La località dove è stato trovato il cadavere si chiama «Madonna dello Sterpeto»: è una località in aperta campagna, deserta, ora destinata a zona industriale, molto vicina sia ai binari della ferrovia sia al tracciato della statale 16 bis Adriatica.

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