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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:25

Violentata dal branco per vendetta

La giovane donna del Tarantino avrebbe lasciato il fidanzato che per vendicarsi ha organizzato il sequestro e la violenza con suoi amici • Video hard con minore: 8 denunce
Carabinieri TARANTO - È stata stuprata all'alba, prima di andare a lavorare nei campi, dall'ex convivente e da altri quattro giovani che abitano nel suo stesso condominio. Una ragazza di 30 anni, di San Giorgio Jonico (Taranto), dopo mesi di silenzio, ha trovato il coraggio di raccontare il suo dramma ai carabinieri che hanno arrestato i cinque presunti componenti del branco, tutti braccianti agricoli.
Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ha raggiunto l'ex fidanzato della donna e i suoi tre fratelli (Patrizio, di 31 anni, Giampiero, di 26, Sergio, di 32, Michele, di 36) e un altro giovane, amico dei quattro congiunti, Michele, di 24. A loro carico sono ipotizzati i reati di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona, minacce, incendio doloso, violenza privata e atti osceni in luogo pubblico.
La presunta vittima ha raccontato di aver interrotto la relazione sentimentale con uno degli arrestati, che si sarebbe poi vendicato organizzando il sequestro e lo stupro. La violenza è avvenuta nel maggio scorso: i cinque componenti del "branco" avrebbero costretto la ragazza a salire su un'auto e l'avrebbero condotta in un casolare, alla periferia del paese, per abusare di lei. La vittima sostiene di essere stata immobilizzata e costretta a passare di mano in mano, senza avere la possibilità di gridare. I cinque giovani l'avrebbero poi minacciata di morte, intimandole di non raccontare nulla ai Carabinieri. In caso contrario, le avrebbero fatto del male. E per dimostrare che non scherzavano, avrebbero dato alle fiamme l'auto della trentenne.
Patrizio e Giampiero erano stati arrestati nel 1998 con l'accusa di aver violentato un ragazzo di 21 anni, affetto da deficit mentale. All'epoca dei fatti, Giampiero, che ha già scontato una condanna definitiva, era ancora minorenne. Le violenze furono fatte sul terrazzino di un'abitazione e - secondo quanto si è appreso - avrebbero portato la vittima a un passo dal suicidio.
A distanza di nove anni, i due fratelli sono tornati in carcere, grazie al coraggio della giovane donna che ha deciso di parlare. Dal racconto della bracciante agricola emerge una vicenda tristissima. La trentenne ha taciuto per lungo tempo per paura: le minacce degli aggressori la terrorizzavano. Ma grazie al conforto di un'amica ha trovato la forza per denunciare l'ex convivente e gli altri componenti del branco. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, i Carabinieri, tra l'altro, hanno trovato 30 grammi di hascisc nell'abitazione di Michele. I provvedimenti restrittivi sono stati firmati dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, su richiesta del pubblico ministero Vincenzo Petrocelli.

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