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Venerdì 22 Settembre 2017 | 02:59

Caro-grano - Divella: c'è chi specula, nuovi aumenti inevitabili a ottobre

L'imprenditore pugliese Vincenzo Divella, ad della omonima società, invita il governo ad intervenire «con urgenza» perchè la situazione può divenire «drammatica» nei prossimi mesi, quando comincerà a scarseggiare il grano
BARI - «Se continua l'aumento del costo del grano, ad ottobre aumenteremo ancora il prezzo della pasta, di ulteriori 10-12-15 centesimi». Lo ha detto oggi l' amministratore delegato della società «F.Divella», l' imprenditore pugliese Vincenzo Divella, che è anche presidente della Provincia di Bari, alla guida di una giunta di centrosinistra. Divella invita il governo ad intervenire «con urgenza» perchè la situazione può divenire «drammatica» nei prossimi mesi, quando comincerà a scarseggiare il grano.
«Giacchè - incalza Divella - non si sta facendo nulla per capire il perchè di questa grande bolla, da chi dipende e così colpire quelli che la stanno costruendo, dobbiamo prevedere senza dubbio ulteriori aumenti da ottobre».
«Tutti quanti - ha detto Divella - abbiamo già aumentato di 10-12 centesimi e i consumatori, al di là delle sceneggiate e delle proteste delle associazioni, hanno ritenuto giusto questo aumento perchè hanno continuato a comprare la pasta».
«Credo che sia arrivato il momento - continua l'imprenditore - che il Governo seriamente e finalmente entri nel problema e capisca se qualcuno sta speculando, e qualora individui i responsabili, lo dica apertamente, che siano trasformatori o commercianti o agricoltori. Altrimenti bisogna prendere nota di questa grave evoluzione del prezzo del grano e dopodichè adeguarsi, c'è poco da fare».
«Non ci sono da parte nostra cartelli, non ci sono trust, ma quando ci vediamo nelle varie associazioni - aggiunge Divella - facciamo vedere le fatture di acquisto e in base alle fatture di acquisto, tenendo presente i costi di produzione, aumentiamo i listini prezzi». «Vorrei che si capisse definitivamente che non è una questione di speculazione solamente: certo chi ha comprato prima ha speculato perchè ha aspettato ulteriori rialzi e ha venduto a prezzi maggiori. Ma oggi - evidenzia ancora Divella - non esiste un quintale di grano estero che costa meno di 38 euro. Allora di che stiamo parlando? Chi parla di listini da bloccare dice una cosa fuori da qualsiasi logica. Divella si è detto disponibile in qualsiasi momento a incontrare i consumatori: «Non solo - afferma - siamo disponibili ad incontrarli ma anche a fare vedere, documenti alla mano, quali sono gli ultimi acquisti che abbiamo fatto e a che prezzi. La pasta, se tutti avessimo comprato oggi, doveva aumentare di 50 centesimi, non di dieci centesimi, o 22». «Il governo - aggiunge l'imprenditore pugliese - non ha capito o non vuole capire che è una situazione gravissima. Una situazione che può trasformarsi in un disastro perchè ho verificato che il raccolto di quest'anno è quantitativamente molto inferiore rispetto all'anno scorso. Quindi è possibile che a un certo punto manchi la materia prima. La pasta, quindi, come il petrolio. E ognuno di noi, nel dubbio, sempre se il governo non interviene, compra il grano e lo mette da parte. Altrimenti come facciamo?».

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