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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:48

Video hard con minore: 8 denunce

I CC hanno notificato otto avvisi di garanzia a studenti tarantini, con l'accusa di detenzione e diffusione di materiale pedo-pornografico e tentata violenza sessuale di gruppo
TARANTO - I carabinieri hanno notificato otto avvisi di garanzia a studenti tarantini, con l'accusa di detenzione e diffusione telematica di materiale pedo-pornografico e tentata violenza sessuale di gruppo in danno di una minorenne. I carabinieri avevano raccolto alcune voci secondo le quali un gruppo di studenti di una scuola media superiore era in possesso di un filmato a carattere pornografico, che ritraeva una studentessa minorenne dello stesso istituto. Una volta identificata la vittima, i carabinieri hanno preso contatto con i genitori, i quali hanno formalizzato la denuncia del reato.
Lo sviluppo delle indagini, basate sulle testimonianze della stessa ragazza, ha consentito agli investigatori di ricostruire gli aspetti della vicenda. Secondo quanto emerso, all'origine dei fatti vi sarebbe un filmato in cui la giovanissima ha ritratto se stessa con il proprio videotelefonino. La ragazza avrebbe quindi liberamente inviato il video quale dono intimo ad un proprio compagno di scuola, utilizzando un programma di chat line.
Il ragazzo, una volta ricevuto il filmato, avrebbe però avanzato pressanti richieste di concrete prestazioni sessuali, minacciando la divulgazione del video, attraverso internet, in caso di rifiuto. La ragazza non ha ceduto al ricatto. Il suo conoscente ha pertanto attuato la ritorsione preannunciata, inviando il filmato ad altri compagni di scuola, attraverso internet ed il videotelefonino. Anche gli altri ragazzi entrati in possesso del filmato avrebbero preso a minacciare la conoscente, pretendendo a loro volta prestazioni sessuali anche di gruppo, comunque mai concesse.
È stato quindi l'intervento dei carabinieri ad interrompere questa spirale di ricatti sessuali. Sia la giovane vittima che i suoi compagni di scuola autori del ricatto sono minorenni ed appartengono tutti a famiglie del ceto medio. I reati ipotizzati sono quelli di detenzione e divulgazione di materiale pornografico minorile e tentata violenza sessuale di gruppo in danno di minore.

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