Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:54

La Fiera si riconferma ideale «ponte»

La 71ª edizione della campionaria barese chiude i battenti con un bilancio ancora una volta positivo, punto d'incontro economico e politico coi Paesi balcanici e mediterranei • In omaggio ai vip 50 san Nicola del maestro scultore Michele Gregorio
BARI - Si chiude oggi a Bari la 71ª edizione della Fiera del Levante e nel suo bilancio finale spiccano ancora una volta le occasioni di confronto serrato tra la Puglia e i destini socio-economici dell'Europa del sud est balcanico, col suo pulviscolo di Stati a ridosso dell'area dell'UE. La Puglia si è da tempo candidata a svolgere un ruolo strategico di ponte ecomonico e socio-culturale. Il discorso inaugurale del Presidente del Consiglio Romano Prodi e poi il vertice dei Ministri degli Esteri tenuto da Massimo D'Alema hanno sottolineato tale vocazione. La Fiera del Levante resta inoltre la sede del Segretariato per il Corridoio VIII, sia pure tra mille difficoltà e senza fondi economici. Cosimo_Lacirignola
Dal sud est europa arriva una vitalità e una voglia di emergere che nel mondo è seconda solo al fenomeno delle cosiddette tigri asiatiche, tanto che la Banca Mondiale ha spostato nell'Est europeo gran parte degli investimenti e dei prestiti tradizionalmente destinati all'America Latina. Insomma, l'impressione che si ricava dall'aver seguito gli incontri e i dibattiti nei padiglioni fieristici è che nei Balcani conviene. E come resistere alla tentazione di investire, ad esempio, in paesi come la Bulgaria, dove il governo a partire dal 2008 adotterà la flat tax per tutti, cioè un'aliquota unica per persone e imprese del 10%. O la Romania, dove grazie ai fondi strutturali europei per il periodo 2007-2013 arriveranno da Bruxelles 30 miliardi di Euro.
Ma cosa sa il sistema imprenditoriale del Mezzogiorno sulle reali opportunità che offre il mercato dei Balcani? E come va sostenuto nella necessità di internazionalizzare le imprese per uscire da un mercato nazionale ormai saturo? Il Forum delle Agenzie per lo Sviluppo dell'Europa del Sud Est organizzato della Regione Puglia si è concluso con un incontro al centro direzionale della Fiera del Levante, presenti il vice presidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico Alessandro Frisullo, e una folta delegazione di imprenditori, associazioni di categoria e rappresentati delle agenzie di sviluppo balcaniche (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia, Albania, Macedonia, Bulgaria e Romania). Gli incontri si sono inseriti nel quadro delle iniziative regionali di promozione di opportunità di scambi e possibilità di partenariato in ambito internazionale per i sistemi produttivi locali e territoriali.
Ospite della giornata conclusiva del forum anche il presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella, che non dimentica mai di essere un imprenditore egli stesso, secondo il quale: Paesi come Romania, Bulgaria e Serbia rappresentano da tempo la nostra corsia preferenziale per rispondere alla forte concorrenza del Nord Europa, ed uscire dai confini asfittici imposti dall'Unione europea. Il meeting finale, organizzato in collaborazione con Fiera del Levante Servizi, dal titolo Strategie, idee e progetti per l'internazionalizzazione delle imprese italiane nel Sud-Est Europa, si è posto il tema di come condurre le imprese locali nei Balcani secondo logiche strutturate, evitando i viaggi esplorativi del passato che poco hanno aggiunto alla crescita delle economie sui due versanti dell'Adriatico.
Il modello da seguire è quello delle Agenzie di Sviluppo che mettano insieme imprese e istituzioni - ha osservato l'assessore regionale allo Sviluppo economico Sandro Frisullo - e la nostra amministrazione ha intenzione di chiamare a raccolta le Camere di commercio, la Fiera del Levante, l'Ice e Confindustria per passare dalle parole ai fatti. Perché il nostro impegno nei Balcani diventi una presenza permanente e non un appuntamento sporadico.
Ma gli operatori e gli analisti economici si sono detti convinti che in Puglia, come in tutta Italia, servono strategie di cooperazione local-to-local, come già messo in luce dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, per dare maggiore impulso alle Pmi italiane, che costituiscono l'ossatura dell'economia nazionale.
E dal momento che il sistema produttivo pugliese si trova in posizione di sofferenza a causa dell'export dai Balcani e per problemi strutturali e di coordinamento interno. Le 21 Agenzie balcaniche di sviluppo locale giunte in questi giorni a Bari hanno contribuito a far intendere come le buone pratiche avviate in questi Paesi possano servire da esempio. Se un dato certo è emerso da questo confronto globale è che la sfida andrà avanti con o senza la Puglia, che dunque non può permettersi di perdere queste opportunità.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione