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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:53

Uccisa e bruciata, si cerca l'identità

Il cadavere di una donna trovato l'11 settembre scorso nelle campagne di Barletta. L'ipotesi degli inquirenti è che possa essere stato un omicidio compiuto da più persone
BARI - Una donna minuta, di carnagione bianca, tra i 25 e i 30 anni, alta un metro e 61, con capelli neri lunghi circa 20-25 centimetri, tracce di scoliosi toracica, una recente estrazione di un premolare inferiore destro e, soprattutto, con un cuore alato tatuato sulla zona sacrale. Sono questi i dati attraverso i quali la polizia spera di poter identificare la donna trovata morta l'11 settembre scorso nelle campagne di Barletta, nel nord barese, forse assassinata da più persone.
Nonostante la messa in scena degli assassini, che le hanno sparato a bruciapelo sette colpi di pistola calibro nove alla testa e al collo, cosparsa di benzina e data alle fiamme - secondo il dirigente della squadra mobile della questura di Bari, Luigi Liguori - la donna non sarebbe una prostituta e, almeno finora, non è stata denunciata la sua scomparsa.
I dati somatici della vittima sono stati diffusi - a quanto si è saputo - in Italia e, attraverso l'Interpol, anche all'estero nell'ipotesi che la giovane fosse in vacanza in Italia e avesse incontrato persone sbagliate.

Secondo prime ipotesi investigative, la ragazza è stata uccisa dai tre ai cinque giorni prima del ritrovamento del corpo. È stata prima colpita con alcuni colpi di pistola calibro 9 corto, poi inseguita e finita mentre era a terra. Sono stati trovate segni di proiettili sia sul davanti del corpo sia sulla schiena. Quindi - particolare secondo gli investigatori importante - il corpo è stato cosparso con liquido infiammabile e bruciato e, particolare ancora più raccapricciante, il suo assassino (o assassini) hanno atteso fino a che le fiamme non hanno reso il corpo totalmente irriconoscibile. Le immagini che sono state mostrate dalla polizia nel corso di un incontro con i giornalisti sono raccapriccianti.

La polizia, dai poveri resti, ha ricavato frammenti minimi di quello che la donna indossava: un reggiseno di colore nero, seconda misura, marca Lovable, jeans di marca Kocca, scarpe da ginnastica Nike shox R4, numero 37.5-38, pedalini a strisce orizzontali gialle e rosa, e una cintura di colore nero decorata con borchie di grandezza differente per tutta la lunghezza.
Nella località Madonna dello Sterpeto, dove è stato trovato il cadavere, non c'era alcun elemento - a quanto si è saputo - che potesse aiutare gli investigatori. Si tratta di una località in aperta campagna, deserta, ora destinata a zona industriale, molto vicina sia ai binari della ferrovia sia al tracciato della statale 16 bis Adriatica.
E' difficile - secondo ipotesi investigative - che la donna sia stata assassinata da una sola persona che abbia potuto fare tutto senza la complicità di altri: «bruciare un cadavere in questo modo - ha sottolineato Liguori - è estremamente complesso e difficile».

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