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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:10

Usura con tassi al 443% nel Barese

Imprenditori e dipendenti pubblici coratini coinvolti in un'inchiesta della Procura di Trani. Arrestate 11 persone, 6 delle quali hanno avuto il beneficio dei "domiciliari"
Guardia di Finanza CORATO (Bari) - Un gruppo di insospettabili imprenditori e dipendenti pubblici avrebbe prestato ad altri imprenditori in serie difficoltà economiche danaro con tassi d'interesse compresi tra il 48 e 443 per cento.
In esecuzione di ordinanze di custodia cautelare della Procura di Trani (Bari), militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza hanno arrestato 11 persone: cinque sono in carcere, alle altre sei sono stati concessi gli arresti domiciliari. I militari hanno inoltre sequestrato beni immobili di lusso e società per un valore di 1,4 milioni di euro.

C'è anche un avvocato, accusato di riciclaggio, tra le persone indagate nell'ambito dell'operazione anti-usura. 11 le persone arrestate, cinque delle quali sono state trasferite in carcere e sei ai domiciliari. Tra queste ultime, compare anche una dipendente dell'Agenzia delle Entrate di Trani (Bari), accusata di corruzione e falso ideologico.
L'operazione costituisce il prosieguo di quella che nell'aprile scorso aveva portato ad altri arresti nella stessa zona.
L'avvocato, secondo quanto riferito dai finanzieri, avrebbe agito in accordo con uno degli arrestati. I due, mentre dichiaravano redditi appena sufficienti a garantire il sostentamento quotidiano, avevano accumulato un patrimonio composto da due immobili, due locali commerciali, tre abitazioni e un appartamento di lusso, due società. I beni - per un valore complessivo di 1.400.000 euro sono stati sequestrati; all'avvocato e al suo presunto complice è stata notificata una informazione di garanzia per riciclaggio.
La dipendente dell'Agenzia delle Entrate di Trani è accusata invece di aver agevolato in alcuni controlli una società amministrata dal presunto capo dell'organizzazione usuraria (che è accusato di concorso in corruzione) ricevendo in cambio un aiuto finanziario per l'acquisto di autovetture.

Tra gli arrestati ai domiciliari (l'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Trani Roberto Oliveri Del Castillo su richiesta del sostituto procuratore Carla Spagnuolo) ci sono anche un gioielliere e il titolare di un negozio di abbigliamento che avrebbero dichiarato il falso ai finanzieri.
Secondo quanto riferito dai militari, le vittime degli usurai, non potendo restituire il debito, sarebbero state costrette ad emettere fatture per operazioni inesistenti che gli usurai utilizzavano per ottenere indebitamente un credito sull'Iva.

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