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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:42

Facoltà Medicina - Da Bari 7 indagati

La Procura della Repubblica ha messo sotto inchiesta studenti degli Atenei del capoluogo pugliese, di Ancona e di Chieti che avrebbero ricevuto aiuti esterni durante i test di ammissione
Bari - Il procuratore Marzano con la GdF BARI - C'erano anche alcuni finanzieri tra gli aspiranti studenti in Medicina ed odontoiatria che hanno effettuato i test di preselezione per l'ammissione alle facoltà di Bari, Chieti ed Ancona: finanzieri «infiltrati» per verificare quanto emerso dall'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Bari sui test truccati a carico di 7 persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato. Il particolare è emerso nel corso di una conferenza stampa che il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano ha tenuto questa mattina con il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari per illustrare l'operazione «Ippocrate» nell'ambito della quale risultano indagate 7 persone. Dei 7, 6 sarebbero baresi e uno di Ancona e nell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Francesca Romana Pirrelli, ci sarebbe anche un docente che avrebbe svolto, previo compenso, «lezioni propedeutiche» ad un gruppo di 50 aspiranti matricole. In realtà, secondo la Procura, si tratterebbe di una vera e propria organizzazione dotata di cosiddetti «gruppi di ascolto» che avrebbero fornito le soluzioni ai test in tempo reale durante le stesse prove di preselezione universitaria, il 4 e 5 settembre, attraverso l'uso di telefonini ultrapiatti nascosti nelle zone intime o attraverso auricolari. I partecipanti alle preselezioni, secondo la Procura, erano tutti vestiti con abiti degli stessi colori, bianco e nero, per potersi riconoscere durante i test di ammissione ed avrebbero comunicato con l'esterno, o con alcuni componenti del «gruppo d'ascolto» , anch'essi iscritti alle prove per fornire le risposte esatte a chi aveva pagato per partecipare al corso di formazione, organizzato ad hoc, a Polignano a Mare (Bari).
Dalle indagini che hanno interessato il periodo 2002/2006, secondo la Guardia di finanza, è anche emerso una sorta di collegamento con il personale interno, amministrativo e docente ad eccezione dell'Ateneo di Bari, «dove - ha sottolineato con apprezzamento il procuratore Marzano - è stata posta in essere qualsiasi misura atta ad un corretto svolgimento dei test e per evitare questi imbrogli. L'unica cosa che mi tranquillizza e che l'Università non c'entra, ma bisognerà ripensare i test». «Tranquillo» si è detto anche il Rettore dell'Ateneo barese, Corrado Petrocelli, che questa mattina è stato ricevuto dal Procuratore di Bari prima dell'incontro con la stampa. «Avevamo blindato i test di preselezione in ogni modo e con ogni mezzo», ha detto uscendo dal Palazzo, ma non è bastato.
La Guardia di Finanza ha sequestrato tutti i 1821 test del 4 e 5 settembre presso il Consorzio interuniversitario Cineca di Casalecchio di Reno (Bologna) ed ha eseguito registrazioni filmate, foto, ed effettuato pedinamenti durante le prove con l'ausilio di una ventina di militari.
Dalle indagini, ancora in corso, spuntano dei dettagli significativi. Per ogni studente, ad esempio, era iscritta almeno un'altra persona incaricata di aiutarlo direttamente o di comunicare all'esterno il contenuto del questionario ottenendo le risposte giuste da due differenti «sale operative», al di fuori dell'Università, attraverso sms o telefonate sui cellulari. Le schede telefoniche erano state sostituite poco prima delle prove, per evitare il rischio di intercettazioni, ed intestate a cittadini stranieri, anziani, etc. Ma alcuni componenti dei «gruppi di ascolto» avrebbero anche portato all'esterno delle aule i questionari per consegnarli ad altre persone che, a bordo di scooter, le avrebbero recapitate nelle «sale operative» dell'organizzazione.

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